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Regole e confronto

Orsato incontra gli allenatori di Serie A: «Il Var interviene solo se l’arbitro non ha visto»

A Lissone analizzati una ventina di episodi controversi, dagli errori riconosciuti ai casi lasciati alla valutazione del direttore di gara
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Un’ora abbondante di confronto per rivedere gli episodi più discussi delle ultime settimane e fissare una linea comune sull’interpretazione arbitrale. A Lissone, nella sede dell’IBC, Daniele Orsato ha incontrato gli allenatori della Serie A per una lunga sessione di analisi, alla presenza dei rappresentanti dell’Aia e della Can A e B e del presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli.

Quasi tutti i tecnici hanno partecipato alla riunione, durante la quale sono state mostrate le immagini di una ventina di episodi, tra rigori, contatti, falli di mano e situazioni sottoposte alla valutazione del Var. «Ma non chiedete nulla? Domande? Mi devo preoccupare…?», ha scherzato Orsato all’inizio dell’incontro, prima di entrare nel merito delle singole azioni.

Il caso Rowe: «Era rigore»

Tra gli episodi affrontati per primo anche uno degli errori riconosciuti più chiaramente. In Juventus-Atalanta, la trattenuta della maglia di Rowe è stata giudicata da calcio di rigore. L’arbitro Zufferli non aveva rilevato il fallo e, secondo la valutazione illustrata da Orsato, il Var Marini avrebbe dovuto intervenire.

Il designatore ha riconosciuto l’errore senza esitazioni, collegandolo anche a un altro caso discusso nelle riunioni arbitrali, quello di Fiorentina-Pisa in Coppa Italia, con la trattenuta di Caracciolo su Pellegrino ritenuta da rigore ma non sanzionata. Simonelli ha quindi riferito una frase pronunciata da Orsato durante il confronto: «Non mi arrabbio per l’errore, ma se dovesse ricapitare sì».

Gli altri episodi sotto la lente

Tra le situazioni analizzate anche Genoa-Napoli, con la spinta di De Bruyne su Vasquez considerata una circostanza lasciata alla valutazione dell’arbitro Di Bello, che aveva visto il contatto e scelto di non intervenire.

Rigore, invece, per il fallo di mano di Vlasic in Torino-Milan. Stesso verdetto per il tocco di Lucchesi in Torino-Monza di Coppa Italia, con una differenza importante: in quel caso è stato giudicato errato l’intervento del Var che aveva portato alla cancellazione del penalty inizialmente assegnato al Torino.

Nessun intervento ritenuto necessario per il contatto tra De Winter e Kolo Muani in Juventus-Milan, considerato regolare. Nessun rigore anche nei confronti tra Gagliardini e N’Dri in Cagliari-Lecce e tra Alajbegovic e Keita in Parma-Juventus.

Fiorentina-Frosinone, due casi da Var

Particolare attenzione è stata dedicata anche a Fiorentina-Frosinone. La trattenuta di Dragusin su Monterisi è stata giudicata da rigore e, non essendo stata rilevata in campo, avrebbe dovuto essere corretta dal Var.

Stesso principio per il doppio pugno di Jimenez, considerato un altro episodio nel quale la tecnologia avrebbe dovuto intervenire per correggere la decisione presa sul terreno di gioco.

Diversa la valutazione sul presunto fallo di mano di Lobotka. Orsato ha confermato quanto già emerso nelle ore successive all’episodio: le immagini disponibili dalle diverse angolazioni non consentivano di stabilire con sufficiente certezza se il centrocampista del Napoli avesse effettivamente toccato il pallone con il braccio.

«Campo sovrano» e centralità dell’arbitro

In Como-Parma il contatto Caqueret-Britschgi è stato invece ritenuto meritevole di espulsione. Più recente il caso di Bologna-Torino, con Heggem e Oristanio protagonisti di un contatto sul quale era possibile discutere, ma che l’arbitro Guida aveva visto e valutato direttamente.

Da qui il richiamo di Orsato al principio del «campo sovrano», con la posizione del direttore di gara indicata come elemento decisivo per la qualità delle decisioni. «L’arbitro corre tanto, dev’essere posizionato perfettamente ed essere un atleta, avere coraggio e il mio obiettivo è di portarli a livello alto», ha spiegato il designatore.

La nuova linea sul Var

Uno dei punti centrali della riunione ha riguardato proprio il confine dell’intervento tecnologico. «Il Var interviene solo se l’arbitro non ha visto», ha ribadito Orsato, sottolineando quindi il ruolo di supporto della tecnologia senza trasformarla in uno strumento chiamato a sostituire sistematicamente il giudizio del direttore di gara.

Durante l’incontro è stato affrontato anche il confronto con la Premier League sul numero di falli fischiati. In Serie A le interruzioni risultano inferiori e il dato è stato collegato a una maggiore continuità del gioco.

Il confronto di Lissone si è chiuso con un bilancio positivo. Rino Gattuso, tecnico della Lazio capolista, ha definito la riunione «molto utile». Un faccia a faccia tra arbitri e allenatori nato per passare in rassegna gli errori, chiarire le interpretazioni e rendere più uniforme la lettura degli episodi nel campionato.

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