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Diciotto anni di Strapollese: Rino Di Leo e la Podistica Pollese firmano un’edizione simbolo di crescita e maturità

Grande soddisfazione e numeri importanti per la Podistica Pollese e per il presidente Rino Di Leo, che quest’anno ha firmato un’edizione speciale della Strapollese: la diciottesima, quella della “maggiore età”.

Una gara inserita nel calendario FIDAL che ha evidenziato maturità organizzativa e risultati eccellenti, confermati dall’entusiasmo dei partecipanti e dall’eco vivissima che in questi giorni sta animando i post sui social.

A partire dalle 14:30 di sabato 12 settembre, il Villaggio Sportivo – animato dagli stand di Esercito, Guardia di Finanza, Fitwalking for AIL e dagli sponsor, che hanno garantito assistenza tecnica e informazione – appariva in un allegro fermento pregara.

Il popolo dei podisti, mosso da grandi aspettative fondate sul successo delle edizioni precedenti, fluiva in maniera continua e massiccia, occupando ogni spazio come un piccolo mondo pulsante e accendendo l’area di colore ed entusiasmo. Voci, sorrisi e un’attesa adrenalinica da grande occasione davano ritmo alla scena.

Alle 17:00 in punto, la voce amica di Carlo Cantales, speaker e presenza tradizionale della Strapollese, ha scandito lo start dando avvio alla competizione. I 650 podisti schierati sulla linea di partenza hanno affrontato con grinta i primi metri della gara, dirigendosi verso il Ponte Romano sul Tanagro, icona di Polla, per poi proseguire lungo altri luoghi storici della città.

Il percorso della Strapollese, con i suoi tratti lineari e privi di salite impegnative, è da anni uno dei punti di forza della manifestazione. La sua scorrevolezza lo rende ideale per chi punta al proprio personal best. Non sorprende, infatti, che l’affluenza record abbia portato gli organizzatori a chiudere le iscrizioni con largo anticipo.

Una conferma arriva anche dai risultati, che ribadiscono una volta di più questa fondamentale caratteristica del tracciato. A concreta testimonianza di quanto affermato, i tempi registrati nelle prime cinque posizioni maschili e femminili.

Sul fronte maschile ha primeggiato Valerio Santoro (ASD Polisportiva Eppe Merla) con 31’26”65. Alle sue spalle Giulio Iannone (ASD Mannara Running), che ha fermato il crono a 32’09”64, mentre il terzo gradino del podio è andato a Marco Pascarella (ASD ASI Polisportiva Bellona EPS) con 32’20”80. Un significativo quarto posto per Abdelillah Majidi, rappresentante della Podistica Pollese, che ha chiuso in 33’02”64. Quinto Ali Akinou (ASD Carmax Camaldolese), arrivato in 33’49”73.

Per la classifica femminile, al primo e al secondo posto si sono imposte le sorelle Francesca e Filomena Palomba (Caivano Runners), con i rispettivi crono di 38’22”35 e 39’26”34. A seguire Francesca Apicella (ASD Carmax Camaldolese), terza in 41’21”83, e la compagna di squadra Carolina Paladino, quarta in 41’24”32. Quinto posto per l’atleta di casa Nadia Tepedino (ASD Podistica Pollese), che ha chiuso in 43’25”63.

Il presidente Rino Di Leo e i componenti dell’ASD Podistica Pollese hanno voluto gratificare tutti gli atleti giunti al traguardo con la medaglia finisher 2026, associando al valore storicocelebrativo quello identitario.

Anche quest’anno la creatività dell’ing. Luigi Sarno ha reso l’emblema della manifestazione un riuscito connubio di consistenza ed estetica, capace di raccontare una storia: quella del patriota Carlo Pisacane e della sua marcia attraverso il Vallo di Diano, accostata idealmente alla corsa dell’atleta.

Sul lato frontale, il personaggio storico raffigurato esprime dedizione, coraggio e dignità; sul retro, il podista raccoglie questa eredità morale e corre verso il futuro, interpretando il vero spirito della Strapollese.

Quel futuro, nella sua dimensione sportiva, si fonde con le radici della città di Polla, porta d’ingresso del Vallo di Diano, e si traduce ogni anno in fatti concreti: con l’evento parallelo della Strapollesina, un’appendice dedicata ai bambini dai 5 ai 13 anni, che vengono allenati e guidati, con grande motivazione, dagli atleti della ASD Podistica Pollese verso la corsa; e con la presenza durante l’evento, del Gruppo Folkloristico Tanager, formato da giovani e giovanissimi che indossano i costumi tradizionali e danno corpo alla storia del territorio. Sono loro a rappresentare la continuità nel tempo, la radice e la cornice culturale della comunità, in dialogo diretto con la simbologia della medaglia: la memoria sul fronte, il futuro sul retro.

Ciò che arriva alla platea, ai partecipanti e a ogni persona coinvolta è l’essenza di una manifestazione fondata sui valori. Ogni anno l’ASD Podistica Pollese li rinnova a favore della propria comunità e degli ospiti, con inesauribile dedizione e una mirabile concentrazione di forze e di idee.

Con la cura di ogni minimo dettaglio, e uno sguardo sensibile verso realtà che toccano aspetti fragili della società, la Strapollese esprime uno sport capace di abbattere le barriere.
In questo solco si inserisce un gesto simbolico che è ormai tradizione: il pettorale n. 1 attribuito a un atleta paralimpico. Quest’anno è stato assegnato a Claudio De Vivo, primatista italiano dei 100 metri, la cui presenza ha dato ulteriore spessore alla gara.

Significativa e importante anche la partecipazione dell’associazione Sognoattivo, con otto ragazzi su jolette sportive accompagnati da otto atleti: una testimonianza concreta di come questa gara trasformi di fatto la corsa in inclusione, comunità e futuro condiviso.

La Strapollese testimonia con vigore che progettualità e dedizione sono l’unico vero investimento per una crescita costante e consolidata. Lo dicono i numeri, il consenso dei partecipanti e il riconoscimento federale accordato nel tempo a questa manifestazione. Già gemellata con l’ASD Atletica Salerno del presidente Ruggero Gatto per il premio Salerno corre verso Polla, l’edizione 2026 ha rappresentato la quarta tappa del Trofeo Coast to Coast, che riunisce diverse importanti manifestazioni podistiche del territorio campano e del Mezzogiorno.

La Strapollese, in questa dimensione così totalizzante, appare qualcosa di più di una gara. È un racconto collettivo che raccoglie e unisce pilastri fondamentali come sport, territorio e comunità. Una dimensione in cui correre insieme diventa un gesto che riflette quello, essenziale, di guardare avanti, migliorare – e anche poter sognare – con passo sicuro. Un modo di stare al mondo che l’ASD Podistica Pollese interpreta ogni giorno. Un esempio da seguire.

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Pubblicato da
Annamaria Cafaro

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