

La zona di via Caruso a Casoria
Casoria – Un grido d’allarme, che unisce la preoccupazione per la salute pubblica al desiderio di restituire decoro al quartiere, si solleva dai residenti del condominio Cooperativa Primavera in via Enrico Caruso a Casoria.
Al centro delle vibranti proteste c’è un lotto di terreno rimasto per anni sospeso in un pericoloso limbo, dimenticato tra incuria, abbandono e degrado strutturale. Una vera e propria “giungla urbana” dominata da vegetazione incontrollata e materiali di scarto, la cui presenza incombente rischia di compromettere la vivibilità, la sicurezza e il decoro dell’intera area circostante.
La vicenda si trascina da tempo, ma oggi torna di scottante attualità. In passato, infatti, la zona era già stata oggetto di un’incisiva opera di bonifica e riqualificazione voluta dal Settore Ambiente e Patrimonio, all’epoca diretto dall’ingegnere Antonio Isoldo. Un intervento che aveva fatto sperare in un definitivo recupero dell’area, ma che oggi appare come un lontano ricordo a causa del rapido e riaffiorante degrado.
Proprio in questi giorni si è registrato un importante cambio di testimone al vertice dello stesso dipartimento municipale: la guida del Settore è stata infatti affidata al dottor Francesco Girardi. Si tratta di una figura di solida esperienza nel panorama dell’amministrazione locale, già noto per aver ricoperto il ruolo di amministratore unico della società in house Casoria Ambiente e, successivamente, quello di assessore comunale con deleghe strategiche a Ragioneria, Bilancio e Tributi.
A riaccendere bruscamente la tensione e le preoccupazioni dei cittadini sono state però le recenti indiscrezioni circolate insistentemente tra le vie del quartiere. Secondo voci di corridoio — emerse nel totale silenzio istituzionale e in assenza di comunicati ufficiali da parte dell’Ente municipale o della Collegiata di San Mauro Abate, indicata da più parti come potenziale e legittima proprietaria del suolo — il terreno sarebbe stato affidato al confinante Centro Sportivo per la realizzazione di una nuova struttura.
L’assenza di comunicazioni formali sulle modalità, sui criteri e sui titoli di questo presunto passaggio di consegne ha generato profondo sconforto e disorientamento tra le famiglie della zona. Il condominio della Cooperativa Primavera rivolge quindi un accorato e immediato appello alle istituzioni preposte, chiedendo un tavolo di confronto pubblico. I residenti pretendono chiarezza sulle reali destinazioni d’uso del suolo, affinché vengano tutelati il verde urbano, la sicurezza del quartiere e il rispetto dei diritti della comunità locale.
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