

Diego Armando Maradona
San Isidro – Diego Armando Maradona mostrò precisi ed evidenti «segnali d’allarme» che vennero colpevolmente ignorati durante la degenza nella sua abitazione, nelle settimane che ne precedettero la scomparsa nel novembre 2020. È quanto emerso con drammatica chiarezza nell’aula del Tribunale di San Isidro durante l’ultima udienza del processo che vede alla sbarra sette membri dello staff medico e infermieristico del Pibe de Oro, accusati di negligenza e omicidio.
A tracciare il quadro delle omissioni è stato il medico legale Carlos Cassinelli, membro della commissione medica incaricata di analizzare la documentazione clinica del campione. Secondo il perito, Maradona presentava indicatori clinici inequivocabili: edemi profondi agli arti inferiori, rigonfiamento alle dita, ipertensione, affanno respiratorio e un ritmo cardiaco gravemente alterato.
Sintomi che avrebbero dovuto far scattare un intervento immediato e che invece non produssero alcun cambio di strategia da parte della squadra medica. «Nessuno è andato a verificare a cosa fosse dovuto quel gonfiore, nonostante rappresentasse un rischio mortale», ha dichiarato Cassinelli davanti ai giudici. L’esperto ha inoltre confermato che il deterioramento fisico del campione è stato progressivo e che Maradona ha vissuto circa 12 ore di agonia prima del decesso per edema polmonare e insufficienza cardiaca.
L’analisi presentata in aula smonta la decisione di disporre l’assistenza domiciliare dopo la delicata operazione neurochirurgica a cui l’ex calciatore si era sottoposto due settimane prima di morire. Per i periti, le condizioni della struttura residenziale di Tigre e il livello di assistenza fornito si sono rivelati del tutto inadeguati ad affrontare le complicazioni e le patologie pregresse di Maradona.
Dal canto loro, gli imputati — tra cui figurano i medici curanti e gli infermieri responsabili del monitoraggio — continuano a respingere ogni addebito, sostenendo che la morte sia sopraggiunta per cause naturali imprevedibili. Il dibattimento presso la corte argentina prosegue a ritmo serrato e le udienze, destinate a fare luce su uno dei casi giudiziari più seguiti nella storia del paese, si protrarranno oltre la fine del mese.
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