Maradona, le lacrime di Gianinna in tribunale. In aula mostrato il video del corpo

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Giuseppe Del Gaudio
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A Buenos Aires prosegue il processo per fare luce sulla scomparsa di Diego Armando Maradona. Nel corso della quarta udienza, svoltasi giovedì presso il tribunale di San Isidro, si sono vissuti nuovi momenti di profonda commozione, alternati a fasi di forte dibattimento legale tra le parti. Al centro del procedimento ci sono sette imputati, chiamati a rispondere a vario titolo della gestione medica dell’ex calciatore.

I rilievi clinici e la commozione in aula

Il dibattimento si è concentrato sulle testimonianze dei periti della polizia scientifica, intervenuti nell’abitazione dell’ex fuoriclasse del Napoli subito dopo il suo decesso. Durante l’udienza è stato proiettato un filmato tecnico di 17 minuti relativo ai rilievi effettuati sul posto.

Le immagini, che documentavano la complessa situazione clinica in cui versava il campione – con particolare riferimento a un grave accumulo di liquidi – hanno suscitato la forte reazione emotiva della figlia Gianinna. La donna, presente in aula, non ha trattenuto le lacrime coprendosi il volto.

Il nodo dell’assistenza medica

I periti forensi hanno inoltre sottolineato un aspetto cruciale per l’accusa: l’assenza di strumentazione medica adeguata nella struttura adibita alla degenza. Secondo quanto emerso dalla relazione tecnica, nell’abitazione non sarebbero stati presenti presidi salvavita essenziali.

Non vi era traccia, infatti, di strumentazioni quali defibrillatori, respiratori o bombole di ossigeno, elementi che avrebbero dovuto costituire la base di una corretta assistenza domiciliare per un paziente in condizioni di fragilità.

La replica della difesa

La parte conclusiva dell’udienza ha visto l’intervento della difesa del neurochirurgo Leopoldo Luque, principale imputato. Il team legale ha respinto con fermezza le dichiarazioni rese in precedenza da Gianinna Maradona, la quale aveva ipotizzato una presunta pressione da parte dell’équipe medica per indurre la famiglia ad accettare le cure in casa.

A sostegno della propria tesi, la difesa ha depositato un messaggio vocale della stessa Gianinna: nell’audio, la donna sembrerebbe valutare positivamente l’ipotesi della degenza domiciliare, motivando la scelta con la necessità di tutelare il padre dall’eccessiva esposizione mediatica che un ricovero in clinica avrebbe inevitabilmente comportato.

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