Castellammare, il ‘red carpet’ dell’amministrazione comunale alla ditta Allestilux

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Giuseppe Del Gaudio

C’è una costante che attraversa come un filo rosso il secondo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Castellammare di Stabia: la spaventosa e quasi automatica capacità di determinati operatori economici di “congelarsi” durante i periodi di gestione commissariale straordinaria per poi rianimarsi, con vigore moltiplicato, non appena la politica e l’amministrazione ordinaria tornano a varcare la soglia di Palazzo Farnese. È il caso emblematico della “Alestilus S.r.l.” , azienda con sede in via Tavernola e specializzata nell’impiantistica e nel noleggio di allestimenti.

Gia richiamata ed evidenziata nella precedente relazione prefettizia che portò allo scioglimento dell’assise cittadina,  dopo aver incassato tra il 2018 e il 2020 ben dieci gare del Settore Lavori Pubblici, di cui otto mediante affidamento diretto —, la Allestilux era stata letteralmente “azzerata” dalla Commissione Straordinaria: zero contratti, zero interventi, zero soldi pubblici.

Ma è bastato il ritorno delle elezioni, l’insediamento del sindaco Luigi Vicinanza e la ripresa della gestione politico-amministrativa per far ripartire la giostra degli affidamenti diretti. Tra il dicembre del 2024 e l’ottobre del 2025, la società è riuscita ad assicurarsi dalla macchina comunale commesse dirette per ben 143.802,93 euro netti. Un flusso finanziario gestito sempre e solo da un unico centro di responsabilità: il Settore IV – Area Tecnica, guidato dall’ingegnere Catello Gargiulo.

Ma chi si nasconde davvero dietro questa sigla imprenditoriale capace di galleggiare tra le tempeste giudiziarie, i diktat della camorra locale e le corsie preferenziali del municipio?

Il “preposto” pregiudicato e l’albero genealogico della ditta

Sulla carta, la Allestilux S.r.l. appare come un’ordinaria società a responsabilità limitata: l’amministratore unico e socio al 50% è il ventisettenne Salvatore Castellano (nato nel 1997), mentre il restante 50% delle quote è intestato alla madre. Ma basta consultare i database camerali Argo e Infocamere per scoprire la figura che la Commissione Prefettizia definisce chiaramente «sostanzialmente centrale e dominante»: Alfonso Castellano (classe 1968), padre dell’amministratore e marito della socia.

Nonostante abbia ceduto la carica di amministratore unico al figlio nel luglio 2017, Alfonso Castellano è rimasto saldamente al comando dell’azienda nel ruolo di “preposto alla gestione tecnica”. Il suo profilo soggettivo, minuziosamente tracciato dalle forze dell’ordine nella relazione, traccia il ritratto di un soggetto dalla spregiudicatezza storica:

Precedenti di Polizia: Già denunciato nel 1985 per oltraggio, resistenza e violenza; nel 1994 per falso; nel 1995 per furto.

Il furto di energia alla Villa Comunale: Nel 2011 viene sorpreso e denunciato dal Dirigente comunale Donatangelo Cancelmo per aver realizzato, insieme al cognato Vincenzo Aiello, un allaccio abusivo alla linea elettrica pubblica del Comune per alimentare i gazebo della loro ditta installati sulla Villa Comunale.

Reati finanziari e turbative: Deferito dalla Guardia di Finanza nel 2020 per induzione indebita a dare o promettere utilità; già coinvolto nel 2015, sempre con il cognato Aiello, in un’indagine della Procura di Torre Annunziata per turbativa d’asta a Pompei , relativa a una gara dove la loro impresa risultò l’unica offerente.

L’intreccio familiare e criminale si allarga a macchia d’olio attorno al nucleo aziendale. Il cognato Vincenzo Aiello annovera denunce per truffe assicurative e un grave deferimento nel 2014 da parte del Commissariato di Pompei per l’installazione abusiva di luminarie natalizie sotto le insegne della vecchia ditta “Castellano S.a.s.”.

Ancora più pesante è la posizione del genero di Alfonso Castellano, Gianluca Martinelli (marito della figlia). Martinelli — condannato in Appello nel 2018 per lesioni e detenzione di armi clandestine, e denunciato nel 2024 per guida reiterata senza patente — risulta formalmente registrato nei controlli del territorio in compagnia di elementi di primissimo piano del gotha mafioso stabiese: tra questi Luigi Ridosso (pregiudicato per associazione di tipo mafioso), Francesco Capriglione e Salvatore Tramparulo. Ciò nonostante, come accertato dalle forze dell’ordine, Martinelli lavorava regolarmente come operaio “di fatto” all’interno dei cantieri della Allestilux.

Dalla “messa in linea” del clan alla corsia preferenziale nel Comune

Ciò che rende il caso Allestilux un paradigma da scuola guida dell’infiltrazione mafiosa è il suo collocarsi a cavallo tra due fuochi: la pressione estorsiva della camorra e la generosità incontrollata dell’ente pubblico.

Come emerso nell’inchiesta coordinata dalla DDA di Napoli, la ditta delle luminarie era finita direttamente nel mirino del clan D’Alessandro. Le intercettazioni ambientali catturate dal trojan in uso all’affiliato Antonio Salvato e le cimici telefoniche su Michele Abbruzzese (“O’ Paciariello”) avevano documentato una fase di fortissimo attrito: dal carcere, il boss Vincenzo D’Alessandro (chiamato nei dialoghi cospirativi “il Cugino” o “lo Zio”) aveva diramato il diktat tassativo di escludere la ditta dei Castellano dall’allestimento delle luci fuori dal bar , covo abituale del sodalizio.

L’imprenditore Alfonso Castellano, terrorizzato di essersi scontrato con la cosca di Scanzano, cercava disperatamente di riallacciare i rapporti. E la soluzione degli uomini del clan non si era fatta attendere: la ditta andava “messa a linea”. Gli affiliati avevano pianificato di concedere alla Allestilux di lavorare a prezzo scontato su alcuni ingaggi privati per poi presentarsi puntuali a dicembre a riscuotere la pesante “quota” estorsiva natalizia.

Ma mentre i clan regolavano con la violenza e la minaccia l’accesso al mercato privato, il Comune di Castellammare spalancava le porte del denaro pubblico.

Con la Determinazione Dirigenziale n. 2304 del 2 dicembre 2024, il Settore IV approva l’affidamento diretto alla Allestilux S.r.l. per il noleggio, il montaggio e la manutenzione delle luminarie e degli alberi di Natale in città per un importo netto di 104.735,74 euro. Meno di un anno dopo, il 24 ottobre 2025, con la Determina n. 2507, lo stesso Settore Tecnico affida direttamente alla Allestilux il servizio di allestimento dei tabelloni elettorali, pulizia e sanificazione dei seggi per le Elezioni Regionali del 23 e 24 novembre 2025 per ulteriori 39.067,19 euro netti.

La procedura per i seggi elettorali, gestita sulla piattaforma “Tuttogare”, è la caricatura di una gara di evidenza pubblica: nonostante l’invito formale spedito anche a due altre società (la Cooperativa “La Piramide” e la “Verdino Group S.r.l.”), la Allestilux risulta l’unico operatore economico ad aver presentato un’offerta, aggiudicandosi il pacchetto senza alcun ribasso o concorrenza reale.

Il giallo della “White list” e il “cieco” filtro delle verifiche

Di fronte alle gravissime risultanze istruttorie, la difesa dell’amministrazione comunale si è trincerata dietro un paravento burocratico: la Allestilux S.r.l. risultava iscritta nella White List della Prefettura di Napoli fin dal 27 ottobre 2023.

Un’argomentazione che la Commissione Prefettizia smonta e definisce del tutto inidonea a “neutralizzare” le criticità. Gli atti dimostrano infatti che il 25 ottobre 2024 la Allestilux aveva protocollato in Prefettura un’istanza di rinnovo dell’iscrizione per avvenuta variazione della compagine familiare. Quell’istruttoria era ufficialmente pendente e non conclusa.

Appena trentotto giorni dopo la presentazione di quella richiesta — e proprio nelle more dei riaccertamenti antimafia della Prefettura —, il Comune di Castellammare ha firmato il primo maxi-affidamento da 104mila euro per le luci di Natale, seguito a ruota dal secondo appalto per i seggi elettorali.

Come sottolineano i commissari, la variazione della compagine familiare non era un dettaglio neutro: riguardava direttamente il nucleo dei Castellano-Aiello, i precedenti penali di Alfonso, i legami del genero Martinelli e le dinamiche estorsive captate dalle cimici. Procedere con affidamenti diretti senza esercitare alcuna “cautela rafforzata” verso un’impresa già finita nel primo scioglimento per mafia ha dimostrato una “strutturale e colposa assenza di tutela della legalità”.

Evasione fiscale e normativa antimafia: l’appalto che non si poteva dare

Se il profilo antimafia appare gravemente compromesso, gli accertamenti svolti dal Gruppo di supporto della Guardia di Finanza trafiggono la regolarità amministrativa degli appalti con un colpo mortale.

I finanzieri hanno scoperto che la Allestilux S.r.l. versava in una condizione di grave e definitiva irregolarità fiscale. Con riferimento al solo anno d’imposta 2023, la società aveva omesso i versamenti delle liquidazioni periodiche IVA per un totale di 10.538,92 euro. L’Agenzia delle Entrate aveva già notificato le comunicazioni di irregolarità ex art. 54-bis nel gennaio e nell’aprile del 2024, atti divenuti definitivi e non più impugnabili.

In base all’articolo 94, comma 6, del Nuovo Codice degli Appalti (D.Lgs. 36/2023), il mancato pagamento di imposte e tasse definitivamente accertate per importi superiori a 5.000 euro costituisce causa di esclusione automatica ed inderogabile da qualsiasi gara pubblica.

In parole povere: il Comune di Castellammare non avrebbe mai potuto assegnare l’appalto delle luminarie del 2024 alla Allestilux. L’ente ha violato la legge non effettuando le verifiche preventive obbligatorie sui debiti tributari tramite i controlli ex art. 48-bis.

Solo nel luglio del 2025 la Allestilux otterrà dall’Agenzia delle Entrate Riscossione un piano di rateizzazione in 84 rate. Una “novazione del debito” che ha trasformato la causa di esclusione da automatica (art. 94) a non automatica (art. 95) per il successivo appalto dei seggi del 2025. Ma anche in questo secondo caso, con un debito dilazionato superiore ai 35.000 euro, la Stazione Appaltante del Comune ha del tutto omesso di svolgere la doverosa valutazione discrezionale sull’affidabilità fiscale dell’impresa.

Il “metodo Castellano”: luminarie abusive e choc dello stadio Romeo Menti

La spregiudicatezza della gestione aziendale è documentata da una catena imperdibile di episodi di palese illeceità:
L’allestimento abusivo del 6 dicembre 2025: A soli dodici giorni dalle elezioni regionali — e con l’appalto comunale dei seggi già in tasca —, una pattuglia della Polizia Locale sorprende in Corso Vittorio Emanuele Salvatore Castellano e l’operaio Gianluca Martinelli mentre montano stringhe di luci LED sulla facciata di un negozio. Alla richiesta dei vigili, Castellano esibisce soltanto la ricevuta di un’istanza SUAP protocollata lo stesso giorno! Scatta il verbale n. 75016M per violazione del Codice della Strada e la diffida al ripristino dei luoghi per installazione del tutto abusiva.

La fuga dallo Stadio “Romeo Menti”: La Allestilux garantiva da tempo i servizi audio e fonici per le partite di Serie B della S.S. Juve Stabia S.r.l. Un indotto, quello dello stadio cittadino (dalle ambulanze ai biglietti, fino al servizio steward), rimasto travolto dal Decreto n. 195/2025 del Tribunale di Napoli che ha disposto l’amministrazione giudiziaria della società calcistica per pervasiva infiltrazione del clan D’Alessandro. Ebbene, il 13 ottobre 2025, all’indomani dell’insediamento degli Amministratori Giudiziari nominati dallo Stato, la Allestilux invia una comunicazione d’urgenza annunciando la rinuncia immediata a proseguire i servizi audio. Un ritiro improvviso che i magistrati leggono come la prova che la ditta poteva e voleva operare soltanto in assenza di presidi di legalità e trasparenza.

Il disastro dei seggi elettorali: forze dell’ordine al gelo e senza acqua

L’inadeguatezza dell’impresa e il totale fallimento dei controlli comunali si toccano con mano nel novembre 2025, in occasione delle elezioni regionali. L’esito dell’appalto per l’allestimento e la pulizia dei seggi affidato alla Allestilux si trasforma in una debacle amministrativa e igienica.

Il 2 dicembre 2025, il Commissariato della Polizia di Stato di Castellammare invia una durissima nota di protesta al Comune. Gli agenti di pubblica sicurezza comandati nei servizi di vigilanza ai seggi denunciano condizioni di accasermamento degradanti e inaccettabili fin dalle ore 15:00 del 22 novembre:

Mancata pulizia e totale assenza di sanificazione dei locali scolastici;

Brandine e cuscini consegnati in condizioni igieniche indecenti;

Assenza di riscaldamento nei plessi e stufette malfunzionanti;

Bagni sporchi, serrature e infissi rotti, totale mancanza di acqua calda;

Mancanza persino delle chiavi per chiudere in sicurezza le sezioni elettorali.

La nota della Polizia sintetizza lapidariamente che la Allestilux «non è stata assolutamente in grado di sopportare il carico delle incombenze affidatele, determinando un grave disagio sia per gli scrutatori che per le forze dell’ordine».

Non basta. Pochi mesi dopo, nel marzo 2026, durante i referendum ed il nuovo appalto vinto formalmente da un’altra società (la “Ruotolo Service S.r.l.”), la Polizia Municipale e il RUP scoprono che la Ruotolo era un guscio vuoto: i furgoni e le attrezzature erano stati presi tutti a noleggio dalla solita Allestilux, Salvatore Castellano gestiva di persona il ritiro dei materiali al mercato ortofrutticolo e tra gli operai intenti a montare le cabine c’era di nuovo lui, il pregiudicato Gianluca Martinelli, completamente privo di contratto. Messa di fronte al fatto compiuto, la ditta invierà una PEC surreale sostenendo che Martinelli «era solo un residente di passaggio che stava aiutando gli operai a fare manovra tra le fioriere»…

L’intera vicenda Allestilux condensa in sé tutti gli ingredienti del dissesto istituzionale di Castellammare: un’impresa a conduzione familiare stretta tra i diktat della camorra e la caccia alle commesse; un Settore Tecnico comunale che assegna oltre 140mila euro in affidamenti diretti senza controllare neppure i debiti con il Fisco; la politica eletta che riabilita chi i commissari dello Stato avevano isolato. Un quadro d’insieme sintomatico e devastante che ha convinto il Governo a sciogliere ancora una volta il Comune per mafia.

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Giuseppe Del Gaudio

Giuseppe Del Gaudio, giornalista professionista dal 1991. Amante del cinema d'azione, sport e della cultura Sud Americana. Il suo motto: "lavorare fa bene, il non lavoro: stanca"

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