

Ernesto Maddaloni ed Eliana Brunetti
Si è chiuso nella notte il cerchio investigativo attorno all’omicidio di Alessandro Grivano, il 32enne freddato con un colpo di pistola a Porta Capuana, nel cuore di Napoli, mentre si trovava a bordo del suo scooter. Ernesto Maddaloni, attivamente ricercato dalle forze dell’ordine fin dalle ore successive al delitto, ha deciso di porre fine alla sua latitanza costituendosi spontaneamente alle autorità.
L’uomo è il compagno di Eliana Brunetti, la donna già finita in manette nei giorni scorsi e il cui fermo è stato prontamente convalidato dal Giudice per le indagini preliminari. Entrambi devono rispondere dell’accusa di concorso in omicidio, ma per gli investigatori della Squadra Mobile non ci sono dubbi sui ruoli: è stato Maddaloni a premere il grilletto, stroncando la vita del 32enne nella notte tra il 3 e il 4 luglio.
Le modalità dell’esecuzione, consumata in strada mentre la vittima era in movimento su un ciclomotore, avevano inizialmente fatto temere un regolamento di conti legato alla criminalità organizzata. Grivano, infatti, era già noto alle forze dell’ordine per piccoli precedenti penali. Tuttavia, gli accertamenti coordinati dalla Procura hanno rapidamente escluso qualsiasi legame con i cartelli camorristici della zona.
La chiave del delitto andava cercata altrove, precisamente nella sfera privata della vittima. Scandagliando il passato risalente e recente di Grivano, gli uomini della Mobile hanno isolato una fitta rete di tensioni sentimentali. Al centro della vicenda ci sarebbe una relazione finita male, un legame conteso che ha trasformato il rancore in violenza mortale. Maddaloni, accecato dal risentimento nei confronti del rivale, avrebbe pianificato il raid mortale insieme alla compagna, intercettando Grivano nel cuore della notte.
Con la cattura di Maddaloni, la posizione dei due indagati si fa estremamente delicata. L’uomo si trova attualmente in stato di fermo all’interno della casa circondariale, in attesa del formale interrogatorio di garanzia. La convalida del provvedimento restrittivo da parte del gip è prevista per i prossimi giorni, mentre gli inquirenti continuano a blindare il quadro probatorio attraverso i rilievi scientifici e l’analisi dei tabulati telefonici per ricostruire l’esatta cronologia dei momenti che hanno preceduto lo sparo fatale.
Secondo quando è emerso dalle indagini già nel febbraio scorso Maddaloni aveva sparato contro l’abitazione di Gravino, finito nel suo mirino per una presunta relazione con la sua compagna che sarebbe durata per tre anni. E in questi tre anni Gravino avrebbe sbeffeggiato Maddaloni sia pubblicamente che via social.
L’epilogo nelle prime ore del 4 luglio scorso in Piazza Capuana quando Maddaloni e Brunetti su uno scooter T-Max preso a noleggio, si sono avvicinati a Gravino, anche lui a bordo di uno scooter. A sparare più colpi, uno dei quali andato a segno alle spalle della vittima, sarebbe stato Maddaloni, poi la coppia era fuggita.
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