

Nell'immagine, un dettaglio legato alla vicenda.
Napoli– È stato inaugurato questa mattina, negli spazi della Mostra d’Oltremare, il XXIII Campionato mondiale del Pizzaiuolo, organizzato dall’Associazione Pizzaiuoli Napoletani (APN). Un evento che richiama nel capoluogo partenopeo oltre 600 pizzaioli provenienti da circa 100 Paesi, pronti a sfidarsi nelle diverse categorie della prestigiosa Caputo Cup.
Non solo competizione, ma anche confronto e scambio culturale. A sottolinearlo è Antimo Caputo, CEO del Mulino di Napoli: «È una gara, ma soprattutto un’occasione per condividere esperienze, favorire contaminazioni e creare nuove sinergie».
Il Campionato si conferma anche osservatorio privilegiato sulle evoluzioni del settore. Tra le tendenze emergenti, la crescente diffusione del “trancio” in stile americano, sempre più apprezzato anche in Italia e capace di modificare le abitudini di consumo, rendendo la pizza un prodotto versatile e adatto a contesti diversi dal servizio tradizionale al tavolo.
Al centro dell’edizione 2026 anche il tema dell’unione: spazio a collaborazioni “a quattro” e “a otto mani” tra pizzaioli di diverse nazionalità, con l’obiettivo di valorizzare la cooperazione come leva di innovazione.
Per tre giorni, Napoli si conferma così punto di riferimento internazionale della cultura gastronomica, trasformandosi in una vetrina globale della pizza e delle sue evoluzioni contemporanee.
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