Morte del piccolo Domenico, i periti chiedono tempo: slitta la relazione sui due cuori

Napoli – I tempi per fare luce sulla tragica morte del piccolo Domenico Caliendo si allungano. La complessa macchina dell’incidente probatorio, disposta dal Gip Mariano Sorrentino per accertare le cause del decesso del bimbo di soli due anni, ha concluso una fase cruciale, ma la verità giudiziaria richiederà ancora settimane di attesa. I periti nominati dal giudice si apprestano infatti a chiedere una proroga di almeno 15-30 giorni per il deposito della relazione finale.

La scadenza, inizialmente fissata per l’11 giugno, è destinata a slittare inevitabilmente a fine settembre o agli inizi di ottobre, complice anche la pausa estiva dei tribunali. A confermarlo è l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo:

«È terminata l’analisi sui due cuori e, da quanto ho saputo dal nostro medico legale, i consulenti del Gip sono intenzionati a chiedere una proroga. I tempi tecnici si allungano per garantire la massima accuratezza».

L’esame chiave nel laboratorio di Bari

Nel primo pomeriggio di oggi, mercoledì 10 giugno, l’istituto di medicina legale del Policlinico di Bari è stato il teatro di un delicatissimo vertice scientifico. Attorno al tavolo settorio si sono riuniti i periti del Tribunale di Napoli, i consulenti della Procura, i medici legali nominati dalla famiglia della vittima e i periti dei sei indagati.

Sotto la lente d’ingrandimento degli esperti sono finiti due organi distinti, una procedura specifica fortemente caldeggiata dalla difesa della famiglia:

Il cuore del piccolo Domenico: il bimbo è deceduto lo scorso 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli, dopo un’agonia successiva a un trapianto fallito.

Il cuore del donatore: l’organo espiantato, giunto a Napoli da Bolzano in condizioni di congelamento che sono tuttora al centro dei sospetti degli inquirenti.

La vicenda giudiziaria: le ombre sul trapianto

La vicenda affonda le radici nel drammatico Natale del 2025. Il piccolo Domenico, affetto da una grave cardiopatia, viene sottoposto a un delicato intervento di trapianto il 23 dicembre presso il centro specialistico del Monaldi. Qualcosa, però, non funziona. L’organo non riparte come dovrebbe e il quadro clinico del bambino precipita, fino al decesso avvenuto quasi due mesi dopo, il 21 febbraio.

La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo per omicidio colposo in ambito sanitario, iscrivendo nel registro degli indagati sei persone, tra medici dell’équipe medica napoletana e personale della catena di trasporto dell’organo.

L’ipotesi investigativa ruota attorno a un presunto errore di gestione della catena del freddo: il cuore del donatore, proveniente da Bolzano, sarebbe arrivato a Napoli “congelato”, una condizione che potrebbe aver compromesso irrimediabilmente la vitalità dei tessuti prima dell’impianto. Le analisi di laboratorio terminate oggi a Bari servono proprio a stabilire se il collasso dell’organo sia stato causato da una cattiva conservazione durante il trasporto o da complicanze chirurgiche e post-operatorie. Risposte che, a questo punto, arriveranno solo in autunno.

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Pubblicato da
Rosaria Federico

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