Ischia, usa l’hotel come un bancomat di famiglia: indagata la socia di maggioranza

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A. Carlino

Napoli– Un hotel di lusso trasformato in una sorta di cassaforte privata a uso e consumo dei propri figli, a danno delle casse societarie. Con questa accusa la Guardia di Finanza ha eseguito un decreto di sequestro preventivo per oltre 96.000 euro a Lacco Ameno, sull’isola d’Ischia. Nel mirino degli inquirenti è finita la socia di maggioranza e amministratrice di fatto di una nota struttura alberghiera della zona, indagata per il reato di infedeltà patrimoniale.

Secondo le indagini coordinate dalla Procura, la gestione spregiudicata della donna avrebbe provocato alla società un buco finanziario complessivo superiore ai 300.000 euro, distogliendo il patrimonio aziendale dalle sue naturali finalità ricettive per destinarlo a benefit familiari del tutto ingiustificati.

Camere gratis e maxi-bonus in busta paga

Il quadro delineato dai militari delle Fiamme Gialle svela un sistema di favoritismi andato avanti per anni, precisamente dal 2020 al 2024. L’episodio più rilevante riguarda la figlia dell’indagata, alla quale è stato consentito di occupare stabilmente ben quattro camere d’albergo a uso privato. Le stanze, sottratte alla disponibilità dei clienti paganti, hanno generato un danno stimato in circa 176.000 euro.

Ma non finisce qui. I figli della donna, già assunti come dipendenti dell’albergo, ricevevano periodicamente dei compensi forfettari extra del tutto sproporzionati rispetto alle reali mansioni e alla paga base, per una cifra che si aggira intorno ai 46.000 euro.

Il flusso di denaro verso la società fantasma

Gli accertamenti patrimoniali hanno inoltre portato alla luce un bonifico sospetto di 100.000 euro. Una vera e propria provvista finanziaria che l’amministratrice avrebbe trasferito dalle casse dell’hotel a una società non operativa (una cosiddetta “scatola vuota”), riconducibile di fatto proprio ai figli.

A completare il bilancio degli sprechi aziendali si aggiunge l’utilizzo sistematico di beni e servizi della struttura per fini puramente personali, quantificato in oltre 3.000 euro. Il sequestro preventivo scattato oggi punta a congelare i beni dell’indagata a garanzia del danno provocato alla società alberghiera.

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A. Carlino

Collaboratore di lunga data di Cronache della Campania Da sempre attento osservatore della società e degli eventi. Segue la cronaca nera. Ha collaborato con diverse redazioni.

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