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Maxi raggiro

Auto di lusso a noleggio e false denunce di furto: 41 indagati tra Campania e Toscana

Smantellato un presunto sistema criminale che trasformava auto di lusso noleggiate in veicoli da rivendere tra Europa, Balcani e Africa
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Maserati, Mercedes, Bmw, Jaguar e Tesla noleggiate con documenti falsi, fatte sparire dopo poche settimane e poi rivendute all’estero attraverso una rete ben organizzata. È il sistema che la Polizia di Stato ha ricostruito nell’ambito di una complessa indagine coordinata dalla Procura di Bolzano e che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 41 persone, tutte a piede libero.

L’organizzazione, secondo quanto emerso dagli accertamenti investigativi, operava tra Campania e Toscana ed era specializzata nell’acquisizione fraudolenta di vetture di lusso attraverso contratti di noleggio a lungo termine ottenuti grazie a documentazione reddituale falsa. Una volta ritirati i veicoli e pagata la prima rata, entrava in azione il meccanismo studiato per aggirare i controlli.

L’inchiesta è partita dal porto di Anversa, in Belgio, dove è stata individuata una delle auto scomparse. Da quel ritrovamento gli investigatori sono risaliti all’intestatario del contratto di noleggio, residente a Sinalunga, nel Senese, riuscendo progressivamente a ricostruire l’intera rete.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i componenti del gruppo denunciavano prima lo smarrimento delle chiavi e successivamente il furto delle vetture, presentando le denunce in uffici di polizia lontani dai luoghi di consegna delle auto. Una strategia che avrebbe consentito di rallentare le verifiche da parte delle società di noleggio.

Le vetture venivano quindi trasferite all’estero, reimmatricolate con targhe provvisorie straniere e, in alcuni casi, modificate attraverso l’alterazione dei numeri di telaio e della livrea per renderne più difficile l’identificazione. Le destinazioni finali sarebbero state Spagna, Paesi dell’Est Europa, Balcani e alcuni Stati africani.

«È stata un’indagine particolarmente complessa», ha spiegato il questore di Siena Ugo Angeloni. «Siamo partiti da situazioni che apparentemente sembravano riconducibili ad appropriazioni indebite, ma che hanno poi richiesto particolare attenzione per scoprire i sistemi utilizzati». Il valore complessivo delle auto finite al centro della presunta frode supera il milione e mezzo di euro, per una stima di circa 1,58 milioni di euro.

Tra gli indagati figurerebbero anche professionisti ritenuti compiacenti, che avrebbero contribuito alla predisposizione della documentazione necessaria per ottenere i contratti di noleggio. Le indagini proseguono per accertare ulteriori responsabilità e ricostruire tutti i canali utilizzati per la commercializzazione dei veicoli all’estero.

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Commenti (1)

L’articolo pare descrivere un giro molto intricato, ma restanoun sacco di dubbi: come han potuto avere documenti falsificaticosi a lungo senza che nessuno notasse? Le societa’ noleggio non controllavano? Forse c’erano compiacenzeprofessionali o errori amministrativii. Spero l’indaginecontinui e si rimettano a posto ogni cosa, senza favoritismi e con verità.

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