AIROLA – La Corte di Cassazione ha messo la parola fine a una vicenda che per anni ha segnato la comunità di Airola. I giudici della Suprema Corte hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato nell’interesse di un 32enne di Arpaia, rendendo definitiva la condanna a quattro anni di reclusione per lesioni gravi e porto illegale di arma impropria.
La decisione accoglie le richieste della Procura Generale e dell’avvocato Vittorio Fucci, legale della parte civile, e fa passare in giudicato la sentenza già pronunciata nei precedenti gradi di giudizio.
I fatti risalgono al 13 maggio 2018 quando, nella centralissima piazza di Airola, il 32enne aggredì un 38enne del posto colpendolo violentemente e provocandogli una grave lesione all’occhio destro. Un episodio che suscitò forte indignazione nell’intera comunità cittadina, tanto da spingere il Comune a convocare un consiglio comunale straordinario aperto dedicato alla vicenda e al tema della sicurezza urbana.
In primo grado il Tribunale aveva condannato l’imputato a quattro anni di reclusione, accogliendo le tesi sostenute dalla parte civile. Una pena addirittura superiore a quella richiesta dal pubblico ministero, che aveva sollecitato una condanna a tre anni e otto mesi. La Corte d’Appello di Napoli aveva poi confermato integralmente il verdetto, ora definitivamente ratificato dalla Cassazione.
Oltre alla pena detentiva, il 32enne dovrà fare fronte alle conseguenze economiche della sentenza. Già nei precedenti gradi di giudizio era stata disposta una provvisionale immediatamente esecutiva di 30mila euro a favore della vittima, oltre al risarcimento dei danni che sarà quantificato in separata sede. A ciò si aggiungono le spese processuali maturate nei diversi livelli del procedimento.
La Suprema Corte ha inoltre condannato l’imputato al pagamento di ulteriori 2mila euro di spese processuali e di 3mila euro da versare alla Cassa delle Ammende. Con il pronunciamento definitivo della Cassazione si apre ora la fase esecutiva della pena, che porterà all’applicazione concreta della condanna inflitta al 32enne di Arpaia.





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