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Femminicidio di Afragola

Processo Martina Carbonaro, il legale della famiglia invita alla calma: «Serve rispetto per dolore di tutti»

Dopo le tensioni, le minacce e gli scontri verbali registrati durante la prima udienza, l'avvocato Sergio Pisani lancia un appello alla moderazione in vista del nuovo confronto in Corte d'Assise. 
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Napoli – Alla vigilia della seconda udienza del processo per l’omicidio di Martina Carbonaro, la 14enne di Afragola uccisa il 25 maggio 2025, arriva un appello alla calma da parte dell’avvocato Sergio Pisani, legale della famiglia della vittima.

Il professionista ha invitato tutte le persone che prenderanno parte all’udienza di domani ad adottare un comportamento «più pacato e rispettoso», dopo quanto accaduto durante la precedente seduta del 19 maggio scorso, caratterizzata da momenti di forte tensione e da un acceso confronto tra i familiari della ragazza e quelli dell’imputato.

Martina Carbonaro venne assassinata, secondo l’accusa, dall’ex fidanzato Alessio Tucci in un cantiere abbandonato di Afragola, nell’area nord della provincia di Napoli. La giovane sarebbe stata colpita più volte con una pietra e successivamente nascosta sotto un cumulo di materiali e scarti edili. Il corpo della ragazza fu ritrovato al termine delle ricerche avviate dopo la denuncia della sua scomparsa.

Le testimonianze degli investigatori

L’udienza in programma davanti alla seconda sezione della Corte d’Assise sarà dedicata principalmente all’ascolto degli agenti della polizia giudiziaria che parteciparono alle ricerche della giovane nelle ore successive alla sua scomparsa e che condussero le indagini culminate nell’arresto dell’ex fidanzato.

Si tratta di una fase importante del dibattimento, durante la quale verranno ricostruiti i momenti immediatamente successivi alla scomparsa della 14enne e gli elementi investigativi che hanno portato all’accertamento delle responsabilità contestate all’imputato.

L’imputato in videocollegamento dal carcere

Anche nella nuova udienza Alessio Tucci seguirà il procedimento in videocollegamento dall’istituto penitenziario dove è detenuto.
L’auspicio espresso dalla famiglia della vittima, attraverso il proprio legale, è che il processo possa proseguire in un clima di maggiore serenità e rispetto, consentendo alla Corte di accertare i fatti senza ulteriori tensioni all’interno dell’aula giudiziaria.

Commenti (1)

Mi pare giustoche si cerchi calma, ma è important che la veritá venghia fuori ed i responsabili siano accertati; sperammo che i testimoni parlassero chiarament e che la Corte, in videoconessione, possi fare il suo lavoro senza altre tensioni o reazioni esageratte, senza scatti o grida.

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