Rifiuti pericolosi

Pontecagnano, rimossi i «veleni» sulla litoranea: confermato l’allarme sanitario

Le analisi sui fanghi classificano sostanze cancerogene ed ecotossiche. Ora scatta la richiesta di bonifica urgente e stop alle coltivazioni nell’area
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Svolta nel caso del rimorchio carico di fanghi industriali abbandonato per mesi sulla litoranea, al confine tra Salerno e Pontecagnano Faiano. L’11 maggio il mezzo è stato finalmente rimosso, dopo settimane di denunce e sopralluoghi che avevano acceso i riflettori su una situazione di potenziale grave rischio ambientale.

Il tir, già sequestrato e successivamente dissequestrato a febbraio, era stato segnalato per la perdita di liquidi e polveri sul manto stradale e nei terreni circostanti, a ridosso sia del lungomare sia di aree agricole attive.

Le analisi: sostanze cancerogene ed ecotossiche

I risultati delle analisi di caratterizzazione hanno confermato lo scenario più preoccupante: i fanghi sono stati classificati come rifiuti speciali pericolosi con codici HP7 e HP14, indicativi rispettivamente di sostanze cancerogene ed ecotossiche, quindi altamente dannose per la salute umana e per gli ecosistemi.
Un esito che sposta ora l’attenzione sulla necessità di interventi immediati di bonifica e sulla verifica dell’eventuale contaminazione del suolo e delle colture.

Borrelli: “Un attentato alla salute pubblica”

A denunciare il caso erano stati il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, e l’ambientalista Fabio Armano. Il parlamentare, vicepresidente della Commissione Ecomafie, parla senza mezzi termini:
“Le analisi certificano la presenza di veleni cancerogeni ed ecotossici a due passi dal mare. La rimozione del rimorchio è solo il primo passo: siamo di fronte a un vero attentato alla salute pubblica”.

Borrelli chiede un intervento immediato di bonifica, a partire dalla rimozione dei primi 10 centimetri di asfalto e terreno superficiale contaminato, oltre a un’indagine della Procura per individuare i responsabili e l’azienda di origine del carico.

L’allarme sui campi coltivati

Forte preoccupazione anche sul fronte agricolo. Secondo l’ambientalista Fabio Armano, la dispersione di polveri tossiche, favorita da vento e piogge, potrebbe aver interessato i terreni circostanti, dove sono presenti coltivazioni di pomodori a poche decine di metri dal punto in cui sostava il mezzo.

“In attesa di carotaggi e analisi approfondite sui suoli agricoli – avverte – è necessario un provvedimento cautelare che sospenda raccolta e attività agricola nell’area per l’intera stagione”.
Il timore è che prodotti potenzialmente contaminati possano finire nella filiera alimentare, con rischi diretti per i consumatori.

Commenti (1)

Mi pare una situazion grave e pericolosa ma anke confusa i fanghi stavanlì mesi e nisciun’ha fàtto niente; ora dicono cancerogeni ed ecotossici ma bisogna vede’ i risultat con calma controlli suicampi andrebberro fatte 2 volte, speriamo bonifica e giustizia venga presto

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