Napoli

Gigolò confessa la truffa ma il fratello malato resta ai domiciliari: chiesta ispezione ministeriale

La vicenda denunciata dall'avvocato Pisani: "Il mio cliente gravemente malato è ai domiciliari per un reato che non ha commesso come è emerso nelle indagini"
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Napoli – Una rapina, uno scambio di persona e una confessione: tre elementi per un caso di presunta malagiustizia sollevato dall’avvocato Sergio Pisani che chiede l’intervento del Ministero della Giustizia per un’ispezione al Tribunale di Napoli.

La vicenda è quella di un giovane  agli arresti domiciliari accusato di rapina ai danni di un cliente con il quale avrebbe avuto un incontro e per il quale, nonostante vi siano prove incontrovertibili che sia innocente, è stata più volte negata la scarcerazione. Il giovane ha la sfortuna di essere il fratello del vero responsabile, un gigolò che ha anche confessato le sue colpe, e che durante l’incontro con il cliente ha perso il codice fiscale l’uomo agli arresti domiciliari. A ricostruire la vicenda è l’avvocato Pisani che assiste il malcapitato agli arresti domiciliari e affetto da gravi problemi psicologici.

“E’ stato arrestato per avere commesso una rapina, ma ci sono prove incontrovertibili che non è lui l’autore ma l’autorità giudiziaria continua a tenerlo ai domiciliari malgrado il vero responsabile del reato abbia confessato. Chiedo l’immediato intervento ispettivo del Ministero della Giustizia”.

Il giovane da mesi sta scontando una misura cautelare al posto, a suo dire, del vero autore dei fatti denunciati che, peraltro, ha anche ammesso le sue responsabilità. “Da mesi è agli arresti domiciliari, nonostante nel corso del procedimento siano emersi già da mesi elementi nuovi di straordinaria rilevanza: la persona che aveva presentato denuncia per una presunta rapina (che poi a detta del vero autore si rivelerà essere una truffa) messo di fronte alla realtà dei fatti ha modificato la ricostruzione dei fatti, ammettendo di aver incontrato l’autore della vicenda attraverso un sito di incontri”.

Il vero responsabile è il fratello dell’arrestato, un gigolò che ha truffato il cliente ad un appuntamento

La vittima, infatti, attraverso un’app per incontri, aveva preso un appuntamento con un gigolò che si è fatto pare 50 euro per poi scomparire per ‘andare a prendere le sigarette’ e non fare più ritorno per consumare la prestazione pattuita.

La vittima denuncia il presunto colpevole, identificato dal codice fiscale perso nel luogo dell’appuntamento, e sostiene di aver subito una rapina con la minaccia di un coltello, omettendo di dire che l’incontro era avvenuto per una prestazione sessuale. Si arriva così all’arresto dell’ignaro fratello per rapina. Nel corso delle indagini, il vero colpevole confessa e racconta la sua versione dei fatti. Ma nonostante questo, il giovane affetto da gravi problemi di salute rimane agli arresti domiciliari.

“La richiesta di scarcerazione è stata respinta. È una decisione che, come ogni provvedimento dell’autorità giudiziaria, rispetto, ma che non posso condividere. Ritengo infatti che la confessione di un diverso soggetto e il mutamento della versione della persona offesa il dato che il mio assistito in quel periodo era allettato per gravi problemi psicologici, i tabulati telefonici che confermano i contatti tra la vittima e il vero responsabile, rappresentino fatti di assoluta rilevanza, che imponevano una verifica rigorosa e tempestiva” ha detto l’avvocato Pisani.

“Ho già rappresentato la gravità della situazione al Presidente del Tribunale di Napoli, – conclude Pisani – senza ricevere riscontro, per questo rivolgo un appello urgente al Ministro della Giustizia affinché disponga con immediatezza un’ispezione ministeriale, al fine di verificare se, nella gestione della vicenda, gli elementi sopravvenuti siano stati valutati con la necessaria attenzione e tempestività e se siano state pienamente garantite le tutele previste dall’ordinamento a protezione della libertà personale. Chiedo che venga accertata la verità con urgenza”.

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