Operazione della DDA Salerno

Truffa sui Decreti Flussi e contratti fantasma: scattano 22 misure cautelari

Giro d'affari milionario per favorire l'ingresso illegale di centinaia di migranti. Tra gli indagati figurano intermediari stranieri, professionisti e datori di lavoro compiacenti.
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Salerno -Un sistema ben collaudato capace di muovere un giro d’affari da diversi milioni di euro, sfruttando le maglie del Decreto Flussi e delle procedure di emersione del lavoro nero per garantire permessi di soggiorno fittizi a centinaia di cittadini extracomunitari.

All’alba di questa mattina, 27 luglio, i Carabinieri del Nucleo Tutela del Lavoro e i Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) salernitana, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 22 persone. Per 18 degli indagati sono stati disposti gli arresti domiciliari, mentre per gli altri 4 è scattato l’obbligo di firma. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere transnazionale finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Il blitz in dieci province

L’operazione odierna rappresenta l’atto conclusivo di un’articolata attività investigativa che già nei mesi scorsi aveva portato a fermi giudiziari e al sequestro di ingenti somme di denaro contante. Il raggio d’azione dei militari si è esteso ben oltre la Campania: le misure sono state notificate nelle province di Salerno, Napoli, Avellino, Benevento, Campobasso, Roma, Ancona, Pisa, Savona e Brescia, a testimonianza della ramificazione della rete criminale sia sul territorio nazionale sia all’estero.

Un’organizzazione piramidale: dal “Click Day” alle aziende fantasma

Le indagini, condotte anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e telematiche, hanno permesso di ricostruire con precisione la struttura e la divisione dei ruoli all’interno del sodalizio:

Intermediari stranieri: Incaricati di reclutare nei Paesi d’origine (prevalentemente Marocco, Bangladesh e India) i connazionali disposti a pagare cifre esorbitanti pur di ottenere un titolo di soggiorno in Italia.

Datori di lavoro compiacenti: Imprenditori e titolari di aziende (alcune delle quali create ad hoc) che, dietro compenso economico, attestavano falsamente il possesso dei requisiti per l’assunzione.

Professionisti e consulenti: Intermediari e liberi professionisti specializzati nella preparazione e nel confezionamento della documentazione burocratica falsa.

“Inoltratori” telematici: Soggetti reclutati appositamente per inviare in massa le domande di nulla osta nei sistemi informatici ministeriali durante le concitate fasi dei cosiddetti Click Day.

Le richieste di nulla osta inoltrate per conto di centinaia di lavoratori sono risultate totalmente prive di riscontro occupazionale reale. L’Inchiesta prosegue ora per vagliare l’ulteriore posizione dei soggetti coinvolti e quantificare con esattezza i proventi illeciti accumulati dalla rete.

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