Maldive, esperti finlandesi ritrovano i quattro sub morti

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Maldive – Sono a circa 60 metri di profondità, nel terzo segmento della grotta dell’atollo di Vaavu, i corpi dei 4 sub dispersi. Sono stati individuati stamane nel corso di un’operazione congiunta di ricerca e di recupero.  Stamattina erano riprese le ricerche dopo 2 giorni di stop seguiti alla morte nell’operazione di un sub esperto della Guardia costiera delle forze maldiviane.

Ieri è arrivata alle Maldive una squadra composta da 3 sub finlandesi esperti della Dan Europe, organizzazione medica e scientifica internazionale no-profit, impegnata nella ricerca, nella prevenzione e nella gestione della sicurezza in ambienti complessi e ad alto rischio. La Dan Europe ieri aveva fatto sapere di avere “lavorato intensamente per identificare, coinvolgere e dispiegare un team altamente specializzato composto dai soccorritori finlandesi Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist”.

La squadra di esperti finlandesi si è immersa con sistemi tecnologici all’avanguardia

La notizia del ritrovamento dei corpi si è diffusa in tarda mattinata. Ed è stata l’organizzazione finlandese a spiegare i dettagli delle ricerche e come si procederà per il recupero dei 4 corpi.

Quella di oggi è stata una “prima immersione tecnica in grotta” effettuata nel sito di Dhekunu Kandu nell’atollo di Vaavu, spiega Dan, riferendo che l’immersione è iniziata alle 8.30 ora italiana ed è appunto durata circa 3 ore. “Durante questo primo intervento operativo, la squadra di specialisti ha esplorato con successo il sistema di grotte sottomarine, valutato le condizioni ambientali e operative, localizzato tutte le quattro vittime ancora disperse e raccolto le informazioni fondamentali necessarie per pianificare le fasi successive dell’operazione di recupero”, comunica Dan Europe, sottolineando che “le operazioni di recupero proseguiranno nei prossimi giorni” e “ulteriori informazioni relative alla pianificazione operativa e alle tempistiche del recupero saranno comunicate nelle prossime ore, mentre prosegue il coordinamento con la Forza di Difesa Nazionale delle Maldive e le autorità italiane competenti a Malé”.

Un’immersione di tre ore per esplorare i cunicoli dell’atollo

“I tre specialisti sono subacquei tecnici e speleologi con una vasta esperienza internazionale in missioni di ricerca e recupero ad alta complessità”, sottolinea Dan, riferendo che “per portare a termine la missione di oggi la squadra ha operato utilizzando sistemi tecnici avanzati, tra cui rebreather a circuito chiuso, DPV (Diver Propulsion Vehicles) ad alte prestazioni e configurazioni di supporto vitale completamente ridondanti”, tecnologie che “hanno consentito ai subacquei di condurre in sicurezza un’immersione di penetrazione prolungata in un ambiente speleologico profondo, mantenendo margini di sicurezza operativa eccezionalmente elevati”. Un rebreather è un sistema subacqueo a circuito chiuso che ricicla il gas espirato, rimuove l’anidride carbonica tramite uno scrubber chimico e sostituisce automaticamente l’ossigeno metabolizzato. Ciò consente immersioni significativamente più lunghe, una produzione minima di bolle, un consumo ridotto di gas e un controllo preciso della composizione del gas respiratorio, capacità essenziali nelle complesse operazioni di recupero in grotta.

“Durante questo primo intervento operativo – spiega Dan Europe – il team di specialisti ha esplorato con successo il sistema di cavità sommerse, valutato le condizioni ambientali e operative, localizzato tutte e quattro le vittime ancora disperse e raccolto le informazioni critiche necessarie per pianificare le prossime fasi dell’operazione di recupero”.

La Redazione

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