Allarme inquinamento falde, l’Asl di Caserta rassicura: «L’acqua dei rubinetti è sicura»

L’Asl di Caserta rompe il silenzio e interviene con fermezza per spegnere il focolaio di panico che si era propagato in seguito alla pubblicazione dei dati dell’Università Federico II sulle acque sotterranee della Campania. Attraverso una nota ufficiale, l’azienda sanitaria ha voluto tracciare una linea netta tra il monitoraggio ambientale e la sicurezza domestica, garantendo la piena potabilità delle risorse idriche. «La situazione è sotto stretto controllo tecnico e non sussiste alcun motivo di allarme per la popolazione. I superamenti rilevati riguardano le acque profonde e non la rete idrica potabile, che resta costantemente monitorata e sicura» chiarisce l’amministrazione sanitaria.

Il caso è esploso dopo il riscontro, nel triennio 2023-2025, di concentrazioni oltre la soglia legale di tricloroetilene e tetracloroetilene, composti chimici associati a gravi patologie oncologiche. La criticità, che interessa quattro province campane su cinque, ha acceso i riflettori su comuni simbolo della Terra dei Fuochi come Acerra e Villa Literno. Proprio in quest’ultima cittadina casertana è scattato un protocollo di sorveglianza speciale, che l’Asl rivendica come una misura precauzionale di eccellenza. «Le attività messe in campo rientrano nei normali protocolli di prevenzione e One Health che l’Asl adotta per garantire la massima sicurezza alimentare e ambientale» sottolineano da via Unità Italiana.

Il piano di risposta non si limita alla difesa dei dati, ma punta sulla prevenzione attiva attraverso il programma sperimentale dedicato ai residenti dei territori coinvolti. Secondo i vertici sanitari, l’iniziativa «rappresenterà un’importante opportunità gratuita dedicata ai cittadini per monitorare la propria salute attraverso screening d’eccellenza e garantire, al contempo, una mappatura scientifica sempre più accurata per la tutela e la valorizzazione del territorio». L’obiettivo dichiarato è dunque duplice: tranquillizzare la cittadinanza sulla qualità dell’acqua che sgorga dai rubinetti e, contemporaneamente, approfondire lo stato di salute di un’area storicamente ferita da sversamenti e inquinamento industriale.

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Vincenzo Scarpa

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