Caso De Martino: indagato un tecnico della sicurezza

Roma – Un rapporto di fiducia tradito e un’intrusione digitale che ha violato le mura domestiche. Prosegue l’inchiesta della Procura di Roma sulla diffusione illecita di contenuti privati che hanno coinvolto il conduttore televisivo Stefano De Martino e la sua ex compagna, Caroline Tronelli. Al centro degli accertamenti degli inquirenti c’è ora una figura professionale specifica: un tecnico specializzato nella manutenzione dei sistemi di sicurezza.

L’ipotesi dell’accesso abusivo

Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’indagato avrebbe approfittato della propria posizione lavorativa per ottenere le credenziali di accesso alla rete Wi-Fi dell’abitazione della famiglia Tronelli. Invece di limitarsi alla revisione tecnica dell’impianto, l’uomo avrebbe utilizzato le password per monitorare il circuito di videosorveglianza interno.

L’accusa ipotizza che il tecnico abbia deliberatamente selezionato e registrato frammenti di vita privata, poi finiti illegalmente sul web. I reati contestati dalla Procura capitolina sono accesso abusivo a sistema informatico e diffusione illecita di contenuti privati.

La cronologia dei fatti e le indagini digitali

Tutto ha inizio nell’agosto dello scorso anno, quando lo showman ha presentato una denuncia formale dopo aver riscontrato la circolazione virale di filmati acquisiti a sua insaputa. Inizialmente si era ipotizzato un attacco hacker esterno, ma le analisi tecniche della Polizia Postale hanno rivelato una realtà diversa: il sistema non era stato forzato, bensì aperto da chi ne possedeva già le chiavi d’accesso.

Il sequestro dell’impianto e l’analisi dei registri di manutenzione hanno permesso di isolare il nome del tecnico, sospettato di aver successivamente ceduto il materiale a portali che divulgano illegalmente contenuti sottratti da telecamere domestiche.

Tolleranza zero per la diffusione secondaria

L’inchiesta non si ferma all’autore del furto digitale. Le autorità stanno lavorando per identificare chiunque abbia contribuito alla propagazione del video. La denuncia, infatti, è stata estesa dai legali delle parti offese anche agli utenti che hanno condiviso il file in gruppi social o chat private.

“Non escludiamo che un tecnico abbia tradito il rapporto fiduciario instaurato con la famiglia per poi approfittarne”, hanno dichiarato i legali Angelo e Sergio Pisani e l’avvocato Lorenzo Contrada.

De Martino ha inoltre espresso la volontà di devolvere eventuali risarcimenti in beneficenza, a sostegno di iniziative contro il cyberbullismo e a tutela dei minori.

L’intervento del Garante e la tutela della privacy

Sul caso è intervenuto con fermezza anche il Garante per la protezione dei dati personali, che ha emesso un provvedimento di avvertimento ricordando che la diffusione di tali contenuti costituisce un illecito grave. Nonostante l’oscuramento dei siti principali, il video avrebbe continuato a circolare in canali di messaggistica istantanea, talvolta dietro pagamento, sottolineando la necessità di un monitoraggio costante delle piattaforme digitali per prevenire danni irreparabili alla sfera personale dei soggetti coinvolti.

 

Nella foto Stefano De Martino (foto tratta dai profili social)

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Pubblicato da
Federica Annunziata

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