

Nella foto, un elemento rappresentativo della vicenda.
Resta in carcere Gennaro Santamaria, dirigente del Comune di Benevento, arrestato in flagranza mentre riceveva una presunta tangente di quattromila euro da un geometra locale. Secondo l’accusa, il denaro sarebbe servito a «velocizzare» pratiche amministrative, configurando il reato di concussione.
Il gip Maria Amoruso, dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto la custodia cautelare in carcere per il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove, evitando così possibili contatti con altre persone coinvolte. Santamaria avrebbe dichiarato che «la vicenda riguarda solo lui e non l’attività amministrativa del Comune di Benevento».
I suoi legali, Andrea De Longis e Antonio Di Santo, avevano richiesto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, istanza respinta dal giudice. Intanto il dirigente, già sospeso dal Comune, presenterà le dimissioni al più presto, cercando di formalizzare l’uscita dall’amministrazione nonostante le difficoltà legate alla detenzione. La vicenda ha scosso il Comune di Benevento e riaperto il dibattito sulla trasparenza e i controlli negli uffici pubblici, mentre la magistratura prosegue le indagini sul presunto sistema di favori e tangenti.
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