Processo Moccia, Giudice e Pg in Cassazione: il «doppio ruolo» che spacca il tribunale di Napoli

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Giuseppe Del Gaudio

Napoli – Un magistrato può essere contemporaneamente giudice in un dibattimento di merito e Sostituto Procuratore Generale presso la Suprema Corte? È questo l’interrogativo che sta infiammando il tribunale di Napoli, sollevando un polverone politico-giudiziario attorno alla figura di Michele Ciambellini.

Il magistrato, attualmente impegnato nel complesso processo contro il presunto clan Moccia, ricopre infatti anche l’incarico di Pg in Cassazione. Una sovrapposizione che la Camera Penale partenopea non ha esitato a definire come l’ennesima “spia di una patologia del sistema”.

L’attacco dei penalisti: “Ruoli incompatibili”

Per Maurizio Capozzo, segretario della Camera Penale di Napoli, la questione non riguarda il valore del singolo professionista, ma la tenuta del modello accusatorio. Pur ribadendo la stima per la professionalità di Ciambellini, Capozzo sottolinea come tale “commistione” sia incompatibile con i principi cardine dell’ordinamento italiano.

Secondo i penalisti, si tratta di un corto circuito che alimenta la necessità di riforme strutturali, richiamando anche il tema referendario sulla separazione delle carriere come possibile soluzione a queste ambiguità procedurali.

La difesa dell’ANM: “Evitiamo di ricominciare da zero”

Di parere diametralmente opposto è Giuseppe Santalucia, già presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, che bolla come “fuorviante” la ricostruzione dei legali. Santalucia chiarisce un punto tecnico fondamentale: la Procura Generale presso la Cassazione non è un ufficio inquirente che svolge indagini o esercita l’accusa come le Procure territoriali, ma un organo che coopera con la Corte per il controllo della legittimità dei provvedimenti.

La scelta del CSM tra efficienza e forma

Dietro la decisione del Consiglio Superiore della Magistratura di mantenere Ciambellini nel collegio giudicante napoletano tramite l’istituto dell’applicazione, ci sarebbe una motivazione pragmatica: salvare il processo. Il dibattimento contro il clan Moccia si trascina da anni; la sostituzione di un giudice comporterebbe il rischio di dover ripartire da zero con il rinnovo del dibattimento.

“Una perdita di tempo ed energie infinita”, avverte Santalucia, difendendo la saggezza della scelta del CSM contro quella che definisce una “rappresentazione distorta della realtà” dovuta alla scarsa conoscenza delle funzioni giudiziarie.

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Giuseppe Del Gaudio

Giuseppe Del Gaudio, giornalista professionista dal 1991. Amante del cinema d'azione, sport e della cultura Sud Americana. Il suo motto: "lavorare fa bene, il non lavoro: stanca"

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