

La polizia penitenziaria
Ancora un colpo al traffico di stupefacenti all’interno degli istituti penitenziari. Nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, nella giornata del 19 marzo, la Polizia Penitenziaria ha intercettato un tentativo di introduzione di droga durante un colloquio tra un detenuto e la sua compagna.
L’episodio si è verificato nell’area destinata agli incontri con i familiari, dove gli agenti hanno notato movimenti sospetti. Secondo quanto ricostruito, il detenuto avrebbe ricevuto furtivamente un oggetto dalla donna, nascondendolo negli slip nel tentativo di eludere i controlli.
La successiva perquisizione personale ha permesso di rinvenire un involucro sottovuoto contenente 62 grammi di cocaina, risultato positivo al test rapido. La sostanza è stata immediatamente sequestrata.
L’attività investigativa è poi proseguita con una perquisizione nell’abitazione della donna, dove sono stati trovati ulteriori 70 grammi di hashish. Per lei è scattato l’arresto e il trasferimento nel carcere di Secondigliano.
L’operazione, condotta dal personale in servizio e coordinata dal comandante di reparto, conferma l’attenzione costante sul fronte della sicurezza interna e del contrasto ai traffici illeciti nelle carceri.
Determinante si è rivelata la vigilanza degli agenti in servizio nella sala colloqui, considerata uno dei punti più sensibili per il rischio di introduzione di sostanze vietate.
Sull’episodio sono intervenuti i rappresentanti del Si.N.A.P.Pe, che hanno espresso apprezzamento per l’operazione.
Luigi Vargas, segretario generale aggiunto, ha sottolineato come “la Polizia Penitenziaria rappresenti un baluardo contro l’illegalità che tenta di infiltrarsi negli istituti”, evidenziando la professionalità del personale coinvolto.
Sulla stessa linea Pasquale Gallo, segretario nazionale, che ha ribadito la necessità di riconoscere formalmente il lavoro degli agenti, chiedendo un adeguato riconoscimento premiale per il personale impegnato.
Infine Giuseppe Del Gaudio ha parlato di “risposta operativa efficace”, ribadendo la necessità di valorizzare il lavoro quotidiano degli operatori.
Il sindacato ha infine rilanciato la richiesta di maggiori investimenti in tecnologie e organico, ritenuti indispensabili per rafforzare l’attività di contrasto ai traffici illeciti negli istituti penitenziari.
Un intervento che, secondo il Si.N.A.P.Pe, rappresenta un ulteriore segnale della capacità di risposta dello Stato nella difesa della legalità anche all’interno delle carceri.
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