Fiume Sarno, nuovi sigilli anti-inquinamento: sequestrata azienda di macellazione a Sant’Antonio Abate

Scarichi illegali e rifiuti incontrollati: stop al ciclo produttivo inquinante

Sant’Antonio Abate – I militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale (NIPAF) di Napoli hanno eseguito un sequestro preventivo d’urgenza nei confronti di un’azienda specializzata nella produzione di carni e prodotti di macellazione, situata nel comune di Sant’Antonio Abate (NA).

L’operazione rientra nelle attività investigative pianificate e coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, in collaborazione con il Comando Regionale Carabinieri Forestale, finalizzate a contrastare le cause di inquinamento del fiume Sarno e dei suoi affluenti.

Scarichi illegali e rifiuti incontrollati: stop al ciclo produttivo inquinante

Si inserisce nel Protocollo d’intesa siglato il 17 dicembre 2025 tra le Procure di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, le Procure Generali di Napoli e Salerno, l’ARPAC e le forze di polizia giudiziaria specializzate in materia ambientale.Gli accertamenti hanno evidenziato gravi violazioni al Testo Unico Ambientale (d.lgs. 152/2006): inosservanza dell’autorizzazione integrata ambientale (art. 29-quattordecies, comma 3 lett. b);
scarico di acque reflue industriali senza titolo autorizzativo (artt. 124 e 137);
deposito incontrollato di rifiuti speciali, sia pericolosi che non pericolosi (artt. 192, 255 comma 1.1 e 255-ter comma 1).

In particolare, è emerso che le acque di processo derivanti dalla macellazione venivano convogliate direttamente nella condotta fognaria comunale, bypassando completamente l’impianto di depurazione aziendale, che risultava non funzionante.

Inoltre, sono stati rinvenuti ingenti quantitativi di rifiuti solidi speciali (anche pericolosi) depositati in aree non autorizzate e in violazione delle norme vigenti.Per interrompere la prosecuzione dei reati e prevenire ulteriori danni ambientali, i Carabinieri hanno posto i sigilli all’intero plesso aziendale, alla condotta di scarico (immediatamente tombata), a sei vasche interrate e alle zone utilizzate come deposito temporaneo di rifiuti.L’intervento si aggiunge agli altri già eseguiti nell’ambito del piano “Rinascita Sarno”, che mira a debellare le fonti di inquinamento cronico del fiume, uno dei corsi d’acqua più compromessi d’Europa. Le indagini proseguono per verificare eventuali responsabilità penali e per identificare ulteriori criticità lungo il bacino idrografico.

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A. Carlino

Collaboratore di lunga data di Cronache della Campania Da sempre attento osservatore della società e degli eventi. Segue la cronaca nera. Ha collaborato con diverse redazioni.

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