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La ferita lasciata dall’incendio che ha distrutto il Teatro Sannazaro non riguarda solo il mondo della cultura e delle istituzioni, ma attraversa l’intera città di Napoli, arrivando fino al cuore del tifo organizzato. Anche gli ultras del Napoli hanno voluto far sentire la propria voce, stringendosi idealmente attorno ai proprietari dello storico teatro ridotto in macerie dalle fiamme divampate all’alba di martedì.
All’esterno dello Stadio Diego Armando Maradona, i gruppi della Curva B hanno esposto uno striscione che va oltre il calcio e diventa dichiarazione d’identità: “Tradizione, arte e identità. Ridateci subito questo simbolo della nostra città”. Parole secche, dirette, che raccontano quanto il Sannazaro sia percepito come patrimonio collettivo, non come semplice luogo di spettacolo.
Il gesto degli ultras si aggiunge alla mobilitazione di artisti, operatori culturali e rappresentanti istituzionali, confermando che la cosiddetta “bomboniera” di via Chiaia è un pezzo di memoria condivisa. Un simbolo che unisce mondi diversi, dalla platea del teatro agli spalti dello stadio, e che oggi viene reclamato con forza come bene irrinunciabile dell’identità napoletana.
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