DISSESTO FINANZIARIO DEL 2016

Caivano, la Corte dei conti presenta il conto agli ex amministratori: circa 100mila euro di danno erariale

Semonella e Di Napoli richiesti complessivamente altri 31.142 euro. I giudici: «Programmazione contabile non veritiera né prudente»

Caivano -Il dissesto e le responsabilità . È un conto da circa 100mila euro quello presentato dalla Corte dei conti agli ex amministratori del Comune di Caivano in relazione al dissesto finanziario dichiarato dall’ente nel 2016.

La sezione giurisdizionale della Corte dei conti della Campania ha condannato l’ex sindaco Antonio Falco al pagamento di 69.205 euro in favore del Comune da lui amministrato. Agli ex assessori Francesco Casaburo, Bartolomeo Perna, Enzo Pinto, Vincenzo Semonella e Giulio Di Napoli è stato invece contestato un importo complessivo di 31.142 euro.

La pronuncia riguarda l’applicazione dell’articolo 248, comma 5, del Testo unico degli enti locali, che prevede una responsabilità patrimoniale a carico degli amministratori che, attraverso condotte dolose o gravemente colpose, omissive o commissive, abbiano contribuito al verificarsi del dissesto finanziario dell’ente.

«Atti contabili non veritieri né prudenti»

È soprattutto sulla gestione finanziaria del Comune che si concentra la motivazione dei giudici.
La Corte dei conti individua infatti nella condotta degli amministratori una «gravità della colpa», riconducibile, si legge nella sentenza, alla «disinvolta e continuativa adozione di atti di programmazione contabile non veritieri né prudenti».

Un giudizio particolarmente severo, che lega il dissesto non soltanto alla situazione finanziaria dell’ente, ma anche alle scelte compiute negli anni dagli amministratori nella programmazione e nella gestione delle entrate e delle uscite.
Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, quelle modalità di gestione avrebbero contribuito ad aggravare una situazione economica già compromessa, fino a condurre il Comune alla dichiarazione di dissesto del 2016.

Il nodo del Parco Verde

Tra le vicende finite sotto la lente della Procura della Corte dei conti c’è anche quella relativa al Parco Verde, uno dei complessi immobiliari più problematici di Caivano e da anni segnato da una situazione di forte degrado.
Proprio la gestione degli immobili e, soprattutto, la mancata riscossione delle somme dovute dagli occupanti rappresentava uno dei capitoli più significativi dell’inchiesta contabile.

La Procura aveva evidenziato quella che negli atti viene definita una «assordante e complice inerzia dell’apparato amministrativo-burocratico» nell’assumere iniziative concrete per recuperare i canoni di locazione e le indennità di occupazione relativi al complesso immobiliare.

Entrate non riscosse e conti in rosso

Il problema, dunque, non sarebbe stato soltanto quello della presenza di debiti e squilibri nei bilanci comunali, ma anche della mancata capacità dell’amministrazione di recuperare risorse che avrebbe dovuto incassare.

La riscossione dei canoni e delle indennità di occupazione del Parco Verde diventa così, nella ricostruzione della Procura, uno degli esempi emblematici di una gestione amministrativa incapace di trasformare in entrate effettive somme dovute al Comune.

Una situazione che, insieme alle contestazioni sulla programmazione contabile, avrebbe contribuito secondo l’accusa alla formazione delle condizioni che portarono al dissesto finanziario.

La decisione della magistratura contabile

La Corte dei conti ha quindi ritenuto applicabile la sanzione prevista dal Testo unico degli enti locali, riconoscendo la responsabilità degli amministratori chiamati in giudizio per avere contribuito, con condotte ritenute gravemente colpose, alla situazione che sfociò nel dissesto.

La pronuncia riaccende così i riflettori sulla gestione finanziaria del Comune di Caivano negli anni precedenti al 2016 e su una delle pagine più controverse della storia amministrativa dell’ente.

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