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Corruzione e truffa, domani l’interrogatorio del consigliere regionale Zannini

Domani si svolgerà l'interrogatorio di Giovanni Zannini, consigliere regionale della Campania, coinvolto in tre inchieste.

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Si terrà domani l’interrogatorio preventivo davanti al gip per Giovanni Zannini, consigliere regionale della Campania in forza a Forza Italia, coinvolto in tre diverse inchieste coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Le accuse contestate sono pesanti e spaziano dalla corruzione alla concussione, dal falso alla truffa ai danni dello Stato.

Le contestazioni riguardano fatti risalenti alla precedente consiliatura, quando Zannini sedeva tra i banchi della maggioranza a sostegno del presidente Vincenzo De Luca e ricopriva il ruolo di presidente della commissione regionale Ambiente. Secondo l’impianto accusatorio, il consigliere avrebbe fatto parte di un presunto sistema politico-clientelare capace di influenzare nomine in enti pubblici, tra cui aziende sanitarie locali, e dinamiche amministrative in diversi Comuni del Casertano, compresi centri rilevanti come Caserta e Castel Volturno.

Tra gli episodi al centro dell’indagine figura anche una presunta truffa allo Stato legata a un finanziamento pubblico superiore ai tre milioni di euro. I fondi sarebbero stati ottenuti, secondo gli inquirenti, attraverso documentazione ritenuta falsa presentata per sostenere la realizzazione di un caseificio riconducibile agli imprenditori Luigi e Paolo Griffo, padre e figlio, anch’essi indagati e destinatari di una richiesta di misura cautelare con divieto di dimora in Campania. In cambio, sempre secondo l’accusa, Zannini avrebbe ricevuto un viaggio in yacht dal valore stimato di oltre settemila euro, episodio che si intreccia con l’ipotesi di corruzione.

Assistito dall’avvocato Angelo Raucci, il consigliere dovrà ora rispondere punto per punto alle contestazioni mosse dalla Procura. L’interrogatorio rappresenta un passaggio chiave per la valutazione delle eventuali misure cautelari richieste dagli inquirenti nell’ambito di un’indagine che potrebbe avere ripercussioni anche sul piano politico oltre che giudiziario.

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A Zannini viene contestato il reato di corruzione. Secondo l’accusa, gli imprenditori Paolo e Luigi Griffo avrebbero “regalato” al consigliere regionale una gita a Capri a bordo di uno yacht di lusso, dal valore stimato in circa 7.300 euro, in cambio di un suo intervento presso gli uffici della Regione Campania per agevolare un impianto di produzione casearia nel comune di Cancello Arnone.

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Fonte REDAZIONE

Commenti (1)

E’ incredibille come situazion simili possano accadere in un contesto politici. La corruzine e la concussione sono fenomenti gravi che danneggiano l’immagine del nostro paese. Spero che la giustizia faccia il suo corso senza favoritismi.

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