Si terrà domani l’interrogatorio preventivo davanti al gip per Giovanni Zannini, consigliere regionale della Campania in forza a Forza Italia, coinvolto in tre diverse inchieste coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Le accuse contestate sono pesanti e spaziano dalla corruzione alla concussione, dal falso alla truffa ai danni dello Stato.
Le contestazioni riguardano fatti risalenti alla precedente consiliatura, quando Zannini sedeva tra i banchi della maggioranza a sostegno del presidente Vincenzo De Luca e ricopriva il ruolo di presidente della commissione regionale Ambiente. Secondo l’impianto accusatorio, il consigliere avrebbe fatto parte di un presunto sistema politico-clientelare capace di influenzare nomine in enti pubblici, tra cui aziende sanitarie locali, e dinamiche amministrative in diversi Comuni del Casertano, compresi centri rilevanti come Caserta e Castel Volturno.
Tra gli episodi al centro dell’indagine figura anche una presunta truffa allo Stato legata a un finanziamento pubblico superiore ai tre milioni di euro. I fondi sarebbero stati ottenuti, secondo gli inquirenti, attraverso documentazione ritenuta falsa presentata per sostenere la realizzazione di un caseificio riconducibile agli imprenditori Luigi e Paolo Griffo, padre e figlio, anch’essi indagati e destinatari di una richiesta di misura cautelare con divieto di dimora in Campania. In cambio, sempre secondo l’accusa, Zannini avrebbe ricevuto un viaggio in yacht dal valore stimato di oltre settemila euro, episodio che si intreccia con l’ipotesi di corruzione.
Assistito dall’avvocato Angelo Raucci, il consigliere dovrà ora rispondere punto per punto alle contestazioni mosse dalla Procura. L’interrogatorio rappresenta un passaggio chiave per la valutazione delle eventuali misure cautelari richieste dagli inquirenti nell’ambito di un’indagine che potrebbe avere ripercussioni anche sul piano politico oltre che giudiziario.
Napoli - Ha respinto ogni addebito il consigliere regionale della Campania Giovanni Zannini, ascoltato ieri dal Gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Daniela Vecchiarelli, nell’ambito dell’inchiesta che lo vede indagato per corruzione, concussione, falso e truffa ai danni dello Stato. L’audizione rientra nel procedimento avviato dalla Procura sammaritana, guidata da Pierpaolo Bruni, che…
Un presunto sistema di favori, regali e interventi politici è al centro dell’inchiesta che vede coinvolto il consigliere regionale della Campania Giovanni Zannini, per il quale la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto l’arresto. La decisione è ora nelle mani del gip, chiamato a pronunciarsi il prossimo 4 febbraio. Nello stesso procedimento risultano indagati anche due imprenditori del settore caseario, padre e figlio, per i quali i pubblici ministeri hanno avanzato la richiesta del divieto di dimora.
A Zannini viene contestato il reato di corruzione. Secondo l’accusa, gli imprenditori Paolo e Luigi Griffo avrebbero “regalato” al consigliere regionale una gita a Capri a bordo di uno yacht di lusso, dal valore stimato in circa 7.300 euro, in cambio di un suo intervento presso gli uffici della Regione Campania per agevolare un impianto di produzione casearia nel comune di Cancello Arnone.
La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto l’arresto del consigliere regionale della Campania Giovanni Zannini, esponente di Forza Italia, indagato per i reati di corruzione e concussione. La richiesta è stata avanzata nell’ambito di un’indagine coordinata dall’ufficio inquirente guidato dal procuratore Pierpaolo Bruni. Nello stesso procedimento, i magistrati hanno chiesto l’applicazione…
Fonte REDAZIONE






Commenti (1)
E’ incredibille come situazion simili possano accadere in un contesto politici. La corruzine e la concussione sono fenomenti gravi che danneggiano l’immagine del nostro paese. Spero che la giustizia faccia il suo corso senza favoritismi.