È morto Tony Dallara. Il cantante, considerato il “re degli urlatori” e tra i volti simbolo della stagione che cambiò la canzone italiana tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, aveva 89 anni.
La notizia è stata diffusa dal Nuovo Imaie con un messaggio pubblicato su X: “Caro Tony, eri uno dei cosiddetti urlatori e hai segnato la storia della musica italiana. Non ti dimenticheremo”.
Nato a Campobasso nel 1936, Dallara esplose nel 1958 con “Come prima”, brano destinato a diventare un classico della musica leggera. Il singolo vendette oltre 300000 copie in poche settimane e rimase negli anni un riferimento popolare, richiamato anche dal mondo della pubblicità.
Il momento di consacrazione arrivò nel 1960, quando vinse il Festival di Sanremo con “Romantica”, interpretata in coppia con Renato Rascel, autore della canzone. Dallara tornò poi sul palco dell’Ariston anche negli anni successivi: nel 1961 con “Un uomo vivo” insieme a Gino Paoli e nel 1964 con “Come potrei dimenticarti”, in abbinamento con Ben E. King. Nel 1961 conquistò anche la vittoria a Canzonissima.
Per decenni è stato ricordato come uno dei vincitori più longevi di Sanremo e amava ripercorrere la sua stagione d’oro sottolineando la produttività di quegli anni: “Sono riuscito ad avere sette canzoni in hit parade contemporaneamente, visto che ai tempi si incideva un 45 giri ogni due mesi”.
Con uno stile energico e una vocalità potente, Tony Dallara contribuì a rompere gli schemi del bel canto tradizionale, portando nella canzone italiana influenze legate al rock and roll e aprendo la strada a una nuova generazione di interpreti, da Mina ad Adriano Celentano. Tra i suoi brani più noti figurano anche “Ti dirò”, “Brivido blu”, “Julia”, “Ghiaccio bollente”, “La novia” e “Bambina bambina”.
Appassionato di pittura e volto molto amato della televisione, Dallara resta una figura simbolo di una stagione di profonda trasformazione della musica italiana.
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La sua è una dichiarazione d’amore al Mezzogiorno, ma anche un atto di rivincita culturale. “Nel 2014 mi chiesero di cambiare il ritornello di ‘Nu juorno buono’, volevano l’italiano, dicevano che il rap in dialetto non avrebbe fatto strada. Ma io ho vinto Sanremo Giovani cantando in napoletano. E oggi tutti lo cantano, anche chi napoletano non è”. La lingua diventa così resistenza e orgoglio, “poesia” fatta di infanzia, dolore e gioia.
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Fonte REDAZIONE






Commenti (1)
Tony Dallara è stato un grande cantante e a avuto una carriera molto lunga, ma non sono sicuro se era proprio il re degli urlatori. La sua musica ha influenzato molti artisti, ma ci sono stati anche altri che hanno fatto lo stesso.