Cronaca Napoli

Agguato ai Pisacane ai Quartieri: caccia al terzo compllice dei due cugini pistoleri

Pubblicato da
Giuseppe Del Gaudio

Napoli– La fuga dei primi due pistoleri dei Quartieri Spagnoli è durata meno di una settimana. Si erano lasciati alle spalle i vicoli a ridosso di via Toledo e l’eco degli spari per cercare riparo in provincia di Pescara, convinti di aver fatto perdere le proprie tracce.

Invece, all’alba, gli agenti della Squadra Mobile di Napoli, in collaborazione con i colleghi abruzzesi, hanno chiuso il cerchio a Montesilvano. In manette, raggiunti da un decreto di fermo per tentato omicidio, sono finiti Vincenzo Bevivino, 24 anni, e Vincenzo Rossi, 29 anni. Mentre continua la caccia invece al terzo complice, pure lui uccel di bosco da una settimana.

Sarebbero loro, secondo la ricostruzione degli inquirenti, i responsabili del raid di piombo andato in scena all’alba dello scorso 3 gennaio, quando nel mirino è finito Gianluca Pisacane, 28enne titolare di un locale ai Quartieri e fratello dell’ex calciatore e attuale tecnico del Cagliari, Fabio Pisacane.

La dinamica e il movente: una vendetta per “sgarro”

La violenza, ancora una volta, nasce dal nulla. Una scintilla banale nella notte della movida che si trasforma in un incendio criminale. Stando a quanto ricostruito dagli investigatori del commissariato Montecalvario, tutto sarebbe nato da un diverbio tra una dipendente del locale di Pisacane e un’altra ragazza.

Gianluca Pisacane sarebbe intervenuto solo per difendere la sua collaboratrice, allontanando la “rivale” e le sue amiche. Un gesto interpretato come un affronto da lavare col sangue.

La ragazza allontanata avrebbe chiesto l’intervento dei due indagati per “vendicare” l’umiliazione. Bevivino e Rossi si sarebbero presentati al cospetto di Gianluca e di suo padre subito dopo la chiusura del bar. Ne è nata una discussione furibonda, culminata nel peggiore dei modi: l’estrazione di un’arma e l’esplosione di due colpi di pistola che hanno centrato il 28enne alle gambe.

Una scena ripresa in ogni dettaglio dagli occhi elettronici della videosorveglianza, che hanno permesso alla Polizia di dare un nome e un volto ai presunti aggressori in tempi record.

I profili criminali e i legami con i clan

I due fermati non sono volti nuovi negli archivi della Questura, ma figure con un curriculum criminale che racconta di legami pesanti e precedenti inquietanti.
Vincenzo Bevivino è nipote del ras del Vomero Giovanni Alfano, mentre Vincenzo Rossi, originario dell’Arenella, gravita nell’orbita del clan Masiello. Il primo è difeso dall’avvocato Luigi Senese, il secondo dal penalista Leopoldo Perone.

È proprio sul profilo di Vincenzo Rossi che si concentrano alcuni dei capitoli più neri della cronaca recente. Il 29enne fu protagonista, seppur come vittima, di un episodio che nel 2019 lasciò la città sotto shock: la sparatoria all’interno del cortile dell’Ospedale Pellegrini. Appena due settimane dopo il ferimento della piccola Noemi a piazza Nazionale, un sicario entrò in moto nell’area ospedaliera per finire Rossi, che era già stato gambizzato poco prima ed era in attesa di cure. I proiettili mancarono il bersaglio, ferendo di striscio due 16enni che lo avevano accompagnato.

Ma c’è di più. Bevivino e Rossi, che sono cugini, condividono anche un arresto movimentato risalente al 2020. I Carabinieri di Marano li bloccarono dopo un folle inseguimento causato da un alt non rispettato. Nella loro auto fu trovata una vera e propria santabarbara pronta all’uso: una Beretta 7.65 con matricola abrasa, un coltello a serramanico e quattro caschi semi-integrali, kit tipico per azioni di fuoco.

Oggi per i due si aprono le porte del carcere. Sono in attesa dell’udienza di convalida che si terrà davanti al GIP di Pescara, prima del probabile trasferimento degli atti a Napoli per competenza territoriale.

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Giuseppe Del Gaudio

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