Pedaggi autostradali 2026, rincari in arrivo: la Tangenziale di Napoli verso 1,05 euro

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Gustavo Gentile

Dal primo gennaio 2026 il pedaggio della Tangenziale di Napoli potrebbe salire da un euro a 1,05 euro. L’aumento, al momento, non è ancora ufficiale ma rientra nel quadro degli adeguamenti tariffari annunciati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che nelle prossime ore dovrebbe emanare il decreto sui rincari autostradali.

A livello nazionale è prevista una maggiorazione media dell’1,5%, mentre per alcune tratte l’incremento sarà più consistente. È il caso della Napoli–Pompei–Salerno, per la quale è stata indicata una variazione pari all’1,925%, superiore alla media nazionale.

Oltre all’aumento del costo, cresce la preoccupazione per le ricadute sulla viabilità. Il passaggio da 1 euro a 1,05 euro comporta infatti la necessità di gestire il resto ai caselli, con il rischio di rallentamenti e code, soprattutto nelle ore di punta. Proprio per limitare i disagi, la Tangenziale di Napoli si è già attrezzata con una scorta di monete da cinque centesimi, nel tentativo di rendere più fluidi i transiti.

Il pedaggio per le automobili sulla Tangenziale è fermo a un euro dal 2017. Negli ultimi anni, nonostante gli aumenti percentuali previsti a livello nazionale, la tariffa non è mai stata ritoccata perché gli incrementi si traducevano in uno o due centesimi, non sufficienti a superare la soglia di arrotondamento ai cinque centesimi.

«Al momento non c’è stata alcuna comunicazione ufficiale dal Ministero sui pedaggi 2026 – fanno sapere dalla Tangenziale di Napoli – e quindi non è possibile parlare con certezza di aumento». La società concessionaria precisa inoltre che eventuali rincari non derivano da una propria richiesta, ma dall’adeguamento generalizzato disposto a livello nazionale.

Nel frattempo, sul tema dei pedaggi autostradali è intervenuta l’Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art), che nel mese di dicembre ha introdotto una novità significativa: il principio del “pay per use”. In base a questa impostazione, i concessionari potranno ottenere aumenti tariffari solo dopo aver dimostrato di aver realizzato effettivamente lavori di miglioramento sulle tratte di competenza. Non sarà più possibile chiedere rincari per finanziare interventi futuri. Una formula che, però, non è ancora applicata alla Tangenziale di Napoli.

Gli aumenti medi dell’1,5% sono stati deliberati a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, che ha bocciato le norme adottate tra il 2020 e il 2023 per rinviare gli adeguamenti dei pedaggi in attesa dei nuovi piani economico-finanziari delle concessionarie.

In una nota ufficiale, il Ministero dei Trasporti ha chiarito che la decisione della Consulta «ha vanificato lo sforzo del ministro Matteo Salvini e del governo di congelare le tariffe fino alla definizione dei nuovi Pef regolatori», sottolineando che il Mit «non può più intervenire» per bloccare gli aumenti.

Per la Salerno–Pompei–Napoli S.p.A., infine, il ministero conferma una variazione tariffaria superiore alla media nazionale, certificando così uno dei rincari più significativi del 2026.

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Gustavo Gentile

Esperto in diritto Diplomatico e Internazionale. Lavora da oltre 30 anni nel mondo dell’editoria e della comunicazione. E' stato rappresentante degli editori locali in F.I.E.G., Amministratore di Canale 10 e Direttore Generale della Società Centro Stampa s.r.l. Attento conoscitore della realtà Casertana.

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