

Caivano – Uno dei minorenni coinvolti nel drammatico caso degli stupri delle due cuginette di 10 e 12 anni al Parco Verde di Caivano ha ottenuto una messa alla prova della durata di due anni.
Il provvedimento, disposto dal Tribunale dei minorenni di Napoli, rappresenta una forma di sospensione condizionale del processo, con l’obiettivo di valutare la possibilità di recupero del giovane imputato.
Il caso, che ha sconvolto l’opinione pubblica, vedeva inizialmente coinvolti sette minorenni accusati di abusi sessuali ai danni delle due bambine. Di questi, tre sono stati già condannati lo scorso luglio: due a nove anni di reclusione e uno a dieci anni.
Domani, davanti al giudice Angela Draetta del Tribunale dei minorenni di Napoli, si aprirà il processo in rito abbreviato per i restanti tre minorenni, una procedura che prevede una riduzione della pena in caso di condanna.
Parallelamente, prosegue anche il percorso giudiziario per i due maggiorenni coinvolti nelle stesse violenze. Lo scorso 12 febbraio, a Napoli, è iniziato il processo di appello per i due, condannati in primo grado dal Tribunale di Napoli Nord a pene rispettivamente di 12 anni e 5 mesi e 13 anni e 4 mesi di reclusione.
Il caso di Caivano, che ha portato alla luce una realtà di violenza e degrado, continua a tenere alta l’attenzione sulle dinamiche giudiziarie e sociali legate ai minori, sollevando interrogativi sui percorsi di giustizia e riabilitazione.
La decisione di concedere la messa alla prova per uno degli imputati minorenni riapre il dibattito sulla giustizia minorile e sulle sue finalità educative, in un contesto di reati particolarmente gravi e di forte impatto emotivo.
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