Casapesenna, uno dei territori più colpiti dalla presenza della camorra, oggi si presenta come un esempio concreto di rinascita e legalità. Venerdì 10 luglio, due beni confiscati alla criminalità organizzata sono stati restituiti alla collettività, diventando luoghi di servizio, lavoro e inclusione sociale.
Alla cerimonia di inaugurazione, ricca di significato simbolico e istituzionale, hanno partecipato il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il sottosegretario al Ministero dell’Interno Wanda Ferro, la sindaca di Casapesenna Giustina Zagaria, la direttrice dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati, Maria Rosaria Laganà, e molte altre autorità civili, politiche e religiose.
Il primo progetto riguarda il Centro per il benessere degli animali domestici, realizzato su un’area di circa 750 metri quadrati precedentemente confiscata ad Alfredo Zara. L’immobile, un tempo abbandonato e vandalizzato, è stato trasformato in uno spazio dedicato alla cura degli animali domestici, alla prevenzione dell’abbandono e al contrasto del randagismo. L’iniziativa, finanziata con fondi statali e gestita dall’ANPAA, rappresenta un nuovo presidio sociale per il territorio.
Il secondo bene restituito è un caseificio sociale con laboratorio artigianale per la produzione di Mozzarella di Bufala Campana, situato su un immobile confiscato a un parente del capoclan Michele Zagaria. L’edificio, anch’esso danneggiato, è stato recuperato grazie a un investimento di 1,4 milioni di euro provenienti da fondi regionali. Il caseificio, gestito dalla cooperativa sociale Raggio di Sole, offre un’opportunità di lavoro, in particolare per donne vittime di violenza, e promuove la coesione sociale attraverso la produzione di un prodotto simbolo del territorio campano.
Il presidente della Regione Campania Roberto Fico ha sottolineato il valore di queste iniziative come testimonianza della presenza dello Stato e della capacità di trasformare i beni confiscati in occasioni di sviluppo e legalità. Il sottosegretario Wanda Ferro ha evidenziato come la restituzione dei beni alla comunità rappresenti una vittoria sociale oltre che giudiziaria, mentre la direttrice Maria Rosaria Laganà ha definito Casapesenna un modello di rilancio per un territorio che ha subito gravi danni dalla criminalità organizzata.
La giornata ha confermato il lavoro di squadra tra enti locali, regionali e nazionali, forze dell’ordine e associazioni civiche, dimostrando che la lotta alla criminalità passa anche attraverso la valorizzazione dei patrimoni sottratti alle mafie. Casapesenna, con questo gesto, rilancia un messaggio di speranza e invita la comunità, soprattutto i giovani, a credere nel futuro e nella legalità.





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