Da anni convivono con degrado, rifiuti e auto abbandonate. Ora i residenti di via Filippo Palizzi, a Giugliano in Campania, chiedono un intervento immediato per quella che definiscono una vera e propria emergenza ambientale. La zona, secondo le segnalazioni corredate da un dossier fotografico, si è trasformata in una discarica a cielo aperto dove si accumulano rifiuti speciali, materiali di risulta, scarti edili, fusti in plastica, lamiere, tettoie divelte e numerosi veicoli lasciati in stato di abbandono.
Una situazione che, oltre a compromettere il decoro urbano, avrebbe favorito la proliferazione di ratti e altri parassiti, alimentando forti preoccupazioni tra i residenti, soprattutto per la sicurezza e la salute dei bambini che vivono nella zona. Tra le segnalazioni emerge anche il sospetto che nel sottosuolo possano essere stati interrati rifiuti, circostanza per la quale si chiedono verifiche tecniche.
L’intervento di Borrelli e Ceparano
Sulla vicenda sono intervenuti il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli e il consigliere regionale della Campania Carlo Ceparano, destinatari della denuncia presentata dai cittadini.
«Questo scempio è il risultato di una cultura dell’abbandono che favorisce illegalità e criminalità – dichiarano i due esponenti di Avs –. Dove il territorio viene lasciato al degrado, diventa più semplice per chi opera nell’illegalità trasformare intere aree in luoghi di sversamento incontrollato. Via Palizzi rappresenta oggi una discarica a cielo aperto che mette a rischio la salute dei residenti e, in particolare, dei più piccoli».
La richiesta di bonifica
Borrelli e Ceparano annunciano di aver trasmesso una richiesta formale al Comune di Giugliano e agli enti competenti per ottenere la rimozione delle auto abbandonate, la bonifica completa dell’area e la sua messa in sicurezza.
Tra le richieste figura anche l’esecuzione di carotaggi e accertamenti specifici per verificare l’eventuale presenza di rifiuti interrati. «Continueremo a seguire la vicenda – concludono – fino a quando quest’area non sarà restituita ai cittadini in condizioni di sicurezza e legalità».





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