Calcio

EURO 2024: l’Italia contro ‘i figli della guerra’. La Croazia promette battaglia

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Gustavo Gentile

Stasera l’Italia scenderà in campo contro una squadra che non si può prendere alla leggera. I croati, noti come “gli ultimi figli della Guerra”, sono pronti a combattere per restare nell’Europeo. Questa definizione non è casuale: la storia recente della nazionale croata è intrisa di analogie belliche che riflettono la determinazione e la resilienza di un gruppo storico il cui cuore pulsante è nato a Zagabria, nello Stadio Maksimir, casa della Dinamo Zagabria.

Il club Dinamo Zagabria, con il suo settore giovanile, è la culla di una generazione di talenti. “Tutti vogliono essere il nuovo Modric”, afferma Alen Halilovic, una delle ultime promesse uscite dalle giovanili della Dinamo. Da questo vivaio sono emersi campioni come Suker, Boban, Prosinecki, e altri nove giocatori che portarono la Croazia alle semifinali dei Mondiali del ’98. La Dinamo è una vera e propria “tana delle tigri”, da cui sono usciti anche i protagonisti della squadra che ha raggiunto la finale dei Mondiali 2018.

Nomi illustri come Modric, Mandzukic, Lovren, Brozovic, Kovacic e Kramaric hanno tutti militato nella Dinamo Zagabria, una squadra che ha stabilito un record storico ai Mondiali 2018 con quattordici giocatori provenienti dallo stesso club. Anche in questo Europeo, la Dinamo è ben rappresentata con quattordici giocatori.

La Dinamo Zagabria non è solo una potenza a livello giovanile. La prima squadra continua a dominare la Prima Divisione croata, battendo regolarmente rivali come Rijeka e Hajduk Split. “Si allenano molto in quella cava”, racconta Halilovic. “Ricordo che a 11 o 12 anni ero già un giocatore professionista. Due allenamenti al giorno, poco tempo per la scuola, ma a 17 anni sei pronto”.

Secondo un recente studio dell’Osservatorio CIES, la Dinamo Zagabria è la decima squadra al mondo e la sesta in Europa per numero di giocatori formati che sono attivi a livello internazionale: 74. Solo club come Ajax, Benfica, Sporting Lisbona, Dinamo Kiev e Barcellona fanno meglio in Europa, mentre nel resto del mondo prevalgono club come Defensor e Nacional di Uruguay, River Plate e Boca Juniors.

La Dinamo organizza anche campi estivi in tutto il mondo, dall’Australia al Canada, per diffondere il proprio metodo di allenamento. Il richiamo alla guerra, quindi, è sia un eco storico sia un espediente retorico. Il nuovo spogliatoio croato è giovane e guarda al futuro, nonostante le recenti sconfitte contro Spagna e Albania.

“Giocare per questa squadra è sacro”, ripete Luka Modric. A quasi 39 anni, il capitano è l’ultimo rappresentante di quei “figli della Guerra”, sopravvissuto alle bombe insieme a veterani come Domagoj Vida e Ivan Perisic. Per l’Italia, che spera di cavarsela con un pareggio, questa partita si preannuncia come una vera battaglia.

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