Inchiesta sul pestaggio

Tentato omicidio Cusano, la Cassazione dispone nuovo esame per Nicolò Palermo

La Suprema Corte accoglie il ricorso della difesa e dispone un nuovo giudizio davanti a una diversa sezione del Tribunale del Riesame di Napoli. È il secondo annullamento r
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La Corte di Cassazione interviene nuovamente sul caso del tentato omicidio di Gaetano Cusano, il diciassettenne di Vitulano rimasto gravemente ferito nella violenta aggressione avvenuta nell’ottobre del 2025 davanti al locale “Xuè” di Montesarchio. La Prima Sezione penale della Suprema Corte ha infatti annullato con rinvio il provvedimento del Tribunale del Riesame di Napoli che aveva confermato il rigetto dell’istanza di revoca o sostituzione della custodia cautelare in carcere nei confronti di Nicolò Palermo, 19 anni, di Benevento.

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Il ricorso è stato presentato dagli avvocati Vittorio Fucci e Francesco Altieri, difensori dell’indagato. La persona offesa, Gaetano Cusano, è costituita parte civile ed è assistita dall’avvocato Antonio Leone.

Il secondo annullamento sulla misura cautelare

Si tratta del secondo intervento della Cassazione sulla posizione cautelare di Palermo. Già nel febbraio scorso, infatti, gli Ermellini avevano annullato il provvedimento del Riesame che aveva confermato l’ordinanza con cui era stata disposta la custodia cautelare in carcere nei confronti del giovane.

Con la decisione depositata ora, la Suprema Corte ha disposto un nuovo giudizio davanti a una diversa sezione del Tribunale del Riesame di Napoli, che dovrà riesaminare la vicenda alla luce dei principi indicati dalla Cassazione.

Il precedente sul sequestro del cellulare

Quello odierno rappresenta inoltre il terzo provvedimento favorevole ottenuto dalla difesa davanti alla Suprema Corte. Nel marzo 2026, infatti, la Cassazione aveva già annullato senza rinvio il provvedimento di sequestro del telefono cellulare di Nicolò Palermo, accogliendo anche in quel caso il ricorso dei legali.

L’aggressione davanti al locale

L’inchiesta riguarda la brutale aggressione avvenuta nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 2025. Secondo la ricostruzione della Procura, da Benevento sarebbero partite quattro automobili – un’Alfa Romeo Mito, due Fiat Panda e una Grande Punto – con a bordo un gruppo di giovani diretti al locale “Xuè” di Montesarchio con l’intento di affrontare un gruppo rivale.

Una volta raggiunto il locale, sempre secondo l’accusa, due ragazzi sarebbero stati aggrediti. Tra questi Gaetano Cusano, che sarebbe stato colpito ripetutamente con calci e pugni e raggiunto alla testa da una mazza da baseball, riportando gravissime lesioni che lo mandarono in coma.

Le accuse nei confronti di Palermo

Per gli inquirenti, Nicolò Palermo avrebbe avuto un ruolo determinante nell’aggressione. In particolare, gli viene contestato di aver immobilizzato Cusano stringendogli le mani al collo con il cosiddetto metodo dell'”incravattamento”, consentendo così agli altri presunti aggressori di continuare il pestaggio.

L’impianto accusatorio si fonda, secondo quanto emerso dalle indagini, sulle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza, sull’analisi dei telefoni cellulari e sulle dichiarazioni raccolte dai testimoni.

Con il nuovo annullamento disposto dalla Cassazione, sarà ora una diversa sezione del Tribunale del Riesame di Napoli a dover rivalutare la legittimità della permanenza della misura cautelare in carcere nei confronti del giovane indagato.

Commenti (1)

La sentenza sembra chiara ma in verità non è cosi, la Cortè Cassazion han annullato e rimandato il provvedimento, ma il processo non è finitto e i giudicanti dovranno riveder le prove. Le telecamere forse nonhanno ripreso tutt, i testimoni parla a spezz, si spera giustizia

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