Tra i beni per 3,5 milioni di euro sequestrati dalla Guardia di Finanza di Napoli nell’ambito di un’indagine antiriciclaggio della DDA, che coinvolge il clan Contini, figura anche l’agenzia di viaggi “I viaggi di Maria Tedeschi” di via Duomo a Napoli ottenuta con la violenza, oltre a sette immobili di pregio.
Il clan Contini tra i fondatori della federazione di camorra di Napoli ovvero “Alleanza di Secondigliano”. Secondo le intercettazioni, l’agenzia è stata acquisita da Massimiliano Di Caprio, uno dei cinque arrestati, mediante violenza nei confronti del ragazzo che la gestiva.
I carabinieri della Stazione di Striano hanno arrestato un 67enne del posto, destinatario di un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica. L’uomo è gravemente indiziato del reato di minaccia a un corpo politico o amministrativo,…
Questa circostanza emerge anche dalle testimonianze dei collaboratori di giustizia, tra cui Gennaro Di Tommaso, detto “Genny ‘a carogna”, l’ex capo ultras del Napoli, noto per la mediazione con dirigenti e calciatori del Napoli in occasione della finale di Coppa Italia a Roma tra Napoli e Fiorentina del 3 maggio 2014 dopo la morte del tifoso Ciro Esposito.
Le dichiarazioni di Genny ‘a carogna hanno dato il via alle indagini
Sono state le sue dichiarazioni a dare avvio all’indagine sul riciclaggio del clan Contini nella pizzeria “Dal Presidente” e in altre attività. Ma nelle 150 pagine dell’ordinanza cautalare firmata dal gip Giovanni De Angelis ci sono le dichiarazioni di altri 17 collaboratori di giustizia.
Castellammare di Stabia - Una scena che sembra uscita da un film. Per alcuni istanti è sembrata una scena surreale, quasi cinematografica. Un uomo con indosso un cappuccio bianco a punta, dall'aspetto inquietantemente simile a quello reso tristemente noto dal Ku Klux Klan, impugnava un machete e colpiva con violenza la vetrina di un salone…
Deborha Capasso moglie di Di Caprio, arrestata insieme alla commercialista, Giulia Nappo di 63 anni e al poliziotto Guido Albano di 56 anni (Questi ultimi due ai domiciliari)in una intercettazione contenuta agli atti dell’indagine rivela alla professionista: “Massimo non si stanca mai di fare le cattiverie… però poi lui le cattiverie non le vuole da nessuno, pure con l’agenzia di viaggi qua fuori di quel ragazzo… è normale che ha chiuso, quello andò a minacciarlo… scusate quello è un buon ragazzo, quello lavora onestamente e andava a picchiarlo ogni tanto…”.
Di Caprio aveva tentato anche di acquisire la pizzeria Di Matteo
Di Caprio aveva anche aperto una succursale della sua pizzeria sull’isola di Capri e tentato di acquisire il noto locale del concorrente Di Matteo, senza successo. Dall’ordinanza emessa dal GIP emerge la sua disponibilità a fare affari anche con il clan Mazzarella, nemico dell’Alleanza di Secondigliano e quindi del clan Contini, per il quale si prestava, secondo l’accusa, per attività di riciclaggio.
Dall’ordinanza emessa dal gip, inoltre, emerge la sua disponibilità a fare affari anche con il clan Mazzarella, acerrimo nemico dell’Alleanza di Secondigliano, e quindi anche del clan Contini, per il quale si prestava, secondo l’accusa, per le attività di riciclaggio.
Questi i collaboratori di giustizia che hanno contribuito all’indagine
Clan Contini: De Feo Vincenzo, De Magistris Ciro e De Rosa Teodoro,
Del Giudice Salvatore (gruppo Palazzo contiguo al clan Sarno),
Garofalo Raffaele (clan Giuliano), da Lollo Andrea, da Schettino Umberto
Orefice Pasquale, Atid Yassir (clan Giuliano)
Russomagno Salvatore (clan Mazzarella).
Poi ci sono gli appartenenti al clan Misso operante nel rione Sanità (Mirante Mariano, Misso Giuseppe e Misso Emiliano Zapata),
Garofalo Raffaele (clan Giuliano),
Overa Maurizio (clan Mariano)
Piana Giovanni (clan Abbinante).
De Tommaso Gennaro, e infine quelle rese da Giuliano Salvatore, capo dell’omonimo clan nel periodo susseguente alla sua scarcerazione dopo la lunga detenzione per l’omicidio di Annalisa Durante.
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