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Fondazione Vassallo: ‘Il Giffoni Film Festival presidio di cultura e libertà di pensiero per i giovani, non può rischiare il blocco’

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La Fondazione Angelo Vassallo sottolinea la crescente preoccupazione per la potenziale sospensione del Giffoni Film Festival (GFF), enfatizzando il rischio di paralisi a seguito del mancato erogazione dei Fondi di Coesione destinati dalle regioni meridionali.

Claudio Gubitosi, direttore e fondatore del GFF, ha recentemente sollevato l’allarme sulla critica situazione che minaccia l’evento culturale, simbolo di eccellenza artistica e cinematografica da oltre mezzo secolo.

Uno Sguardo al Ruolo Culturale del Giffoni Film Festival

Il Giffoni Film Festival rappresenta un pilastro fondamentale per la diffusione della cultura e dei valori della legalità e del rispetto delle istituzioni tra il pubblico giovane. Come ricorda il Presidente della Fondazione Vassallo, Dario Vassallo, l’edizione precedente ha visto la partecipazione di artisti e cori del Sud, promuovendo in quest’occasione il ricordo e l’insegnamento di Angelo Vassallo. Questa manifestazione è stata spesso un trampolino di lancio per talenti emergenti e una grande opportunità per esprimere il potenziale artistico del Mezzogiorno d’Italia.

La Disparità nel Finanziamento Culturale del Sud

La situazione attuale rappresenta non solo un’ostilità politica verso il Sud ma minaccia anche la stabilità finanziaria degli operatori culturali della regione. Dario Vassallo condanna le dinamiche che contribuiscono a svuotare il valore culturale del Sud e a enfatizzare una disparità che favorisce le regioni del Nord.

Un Appello per L’unità nella Difesa del Festival

Il richiamo finale della Fondazione Vassallo è un invito alla mobilitazione comune in difesa di quello che il GFF rappresenta. La Fondazione esorta le figure politiche a prendere posizione e a lavorare insieme per salvaguardare questo importante eredità culturale. Infine, chiede azioni concrete che assicurino il finanziamento necessario per l’imminente edizione del 2024 e che evitino che sia messo in pericolo un evento così significativo per la comunità e per il panorama culturale nazionale e internazionale.

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Un’immagine ritenuta “singolare e inquietante” dalla Fondazione, che questa mattina ha scritto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Salvatore Luongo e al Prefetto di Salerno Francesco Esposito, chiedendo spiegazioni e ricordando che lo stesso Ministero dell’Interno, insieme alla Presidenza del Consiglio e al Ministero della Giustizia, è costituito parte civile nel processo che vede Cagnazzo sotto accusa.

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