

Oggi, 21 novembre 2023, si è aperto davanti alla terza sezione della Corte d’Assise di Napoli il processo per l’omicidio di Rosa Gigante, la 73enne uccisa a Pianura, periferia della città, il 18 aprile scorso.
L’imputata è Stefania Russolillo, 47enne, vicina di casa della vittima. La donna è accusata di omicidio pluriaggravato, rapina e tentativo di occultamento di cadavere.
Secondo l’accusa, Russolillo avrebbe ucciso Gigante per rapinarla. La donna avrebbe prima strangolato la vittima con un tubicino di gomma per aerosol, poi l’avrebbe colpita alla testa e infine le avrebbe cosparso il corpo di alcool e cercato di bruciarlo.
Russolillo è detenuta nel carcere femminile di Pozzuoli, dove è stata raggiunta dal decreto di giudizio immediato, come richiesto dalla Procura di Napoli.
Oggi, in aula, l’imputata ha rinunciato a comparire. Erano invece presenti tutti i familiari di Rosa Gigante, tra cui il figlio Donato De Caprio, il noto salumiere tiktoker “con mollica o senza”. I parenti della vittima si sono costituiti parti civili con gli avvocati Hilarry Sedu e Mariagrazia Santosuosso.
Il processo è stato aggiornato al prossimo 29 novembre, quando inizieranno le indagini preliminari.
Le indagini sull’omicidio di Rosa Gigante sono state condotte dalla Polizia di Stato. I primi a trovare il corpo della donna sono stati alcuni vicini, che hanno allertato le forze dell’ordine.
Gli investigatori hanno subito sospettato di Stefania Russolillo, che aveva un rapporto conflittuale con la vittima. Le due donne avevano avuto diversi litigi, anche per questioni di vicinato.
Russolillo è stata arrestata il 20 aprile scorso. In casa sua, gli agenti hanno trovato il tubicino di gomma utilizzato per strangolare la vittima, nonché altri oggetti che avrebbero potuto essere utilizzati per la rapina.
L’imputata ha inizialmente negato le accuse, ma poi ha confessato il delitto. Ha dichiarato di aver ucciso Rosa Gigante in preda a un raptus di follia.
Stefania Russolillo è stata sottoposta a una perizia psichiatrica, che ha concluso che la donna è capace di intendere e volere, ma presenta “tratti di disturbo di personalità dipendente”. Il processo è alle battute iniziali e la sentenza è attesa nei prossimi mesi.
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