L’ex sindaco di Capua, Carmine Antropoli è stato assolto in appello dall’accusa di concorso esterno in associazione camorristica.
I giudici della Corte d’Assise d’Appello di Napoli hanno rigettato il ricorso presentato dalla Dda di Napoli, che aveva impugnato la sentenza di assoluzione pronunciata in primo grado dalla Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere.
Antropoli, dirigente medico all’ospedale Cardarelli di Napoli, è stato sindaco di Capua dal 2006 al 2016. L’accusa sosteneva che avesse favorito gli interessi del clan dei Casalesi durante il suo mandato.
Antropoli ha commentato la sentenza con queste parole: “Da oggi ritorno a vivere, perché dopo una lunghissima agonia giudiziaria, finalmente la Corte d’Assise di Appello ha messo un punto definitivo alla triste vicenda che mi ha colpito. Ribadisco che sono stato sempre fiducioso nell’operato dei magistrati giudicanti, e la sentenza di oggi, che mi ha completamente scagionato, mi ha fatto riprendere fiducia nella Giustizia. Ringrazio la mia famiglia che mi ha sempre sostenuto e i miei legali”.
Antropoli: “Da oggi torno a vivere”
Assolta in appello anche l’ex assessore di Capua Marco Ricci, che rispondeva sempre di concorso esterno.
A carico di Antropoli e Ricci restava una condanna per violenza privata ad un anno e otto mesi incassata in primo grado per l’episodio dello schiaffo che l’imprenditore Francesco Zagaria, oggi collaboratore di giustizia, avrebbe dato nel 2016 nello studio medico di Antropoli al candidato alle comunali di Capua Giuseppe Di Lillo al fine di fargli ritirare la candidatura.
Per questo fatto è sopraggiunto il proscioglimento, deciso dai giudici di Appello, per mancanza di querela di parte, come previsto dalla legge Cartabia.
Assolto anche l’ex assessore Marco Ricci
Stessa pronuncia anche per Armando Porciello, coinvolto nell’episodio dello schiaffo, e per Francesco Zagaria.
L’unica condanna ad essere in parte confermata in appello rispetto al primo grado è stata proprio quella a 16 anni di carcere inflitti a Francesco Zagaria per la partecipazione al duplice delitto di camorra Caterino-De Falco (17 anni e tre mesi in primo grado).
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