"Ascoltare anche i critici", verifiche sui Lea ed esperienze straniere


foto: Mario Sayadi/Blow Up
ferma restando la facoltà di presentare memorie scritte e rimettere all’Ufficio di presidenza della commissione la valutazione dell’elenco dei nominativi per verificare la necessità di eventuali integrazioni. Proposta, quella di Balboni sull’organizzazione delle audizioni, su cui la commissione ha convenuto.
Del resto, di capire bene le ragioni che portano a spingere sull’acceleratore dell’autonomia hanno parlato più senatori. Per Andrea Giorgis (Pd), è “indispensabile, prima di procedere nell’esame” del provvedimento “una verifica della situazione attuale del Paese dal punto di vista dell’organizzazione dei servizi, dell’accesso alle prestazioni sanitarie, ai servizi educativi e agli asili nido, della possibilità di assistenza agli anziani” stanti anche le tante diversità territoriali.
Peppe De Cristofaro di Alleanza Verdi Sinistra ha caldeggiato “un bilancio della modifica del Titolo V, dopo più di vent’anni dalla sua approvazione, per verificare se la definizione dei Lea abbia effettivamente ridotto le disuguaglianze o se invece il divario non si sia aggravato”; ma ha sollecitato anche un “dibattito ampio, senza contrapposizioni ideologiche, per fugare qualsiasi timore che si possano accrescere disparità tra Regioni”.
Sì alle audizioni anche dal 5 stelle Roberto Cataldi (“Per approfondire le cause che determinano una disparità di sviluppo non solo tra le Regioni, ma anche all’interno di esse”, e si potrebbero guardare anche altre esperienze europee come quella spagnola).
L’ex ministro Mariastella Gelmini, di Azione, ricordando che negli “anni ci sono stati diversi tentativi di attuare l’autonomia differenziata, rimasti senza esito proprio perché è sempre prevalso un approccio basato sulla contrapposizione ideologica”, ha suggerito di interpellare la Conferenza delle Regioni, Upi, Anci, il comitato per l’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni presieduto dal professor Cassese e anche lo Svimez, “da sempre critico sull’autonomia”.
Tutto per una “analisi oggettiva dei dati. Ha anche chiesto al Governo se sia possibile modificare, attraverso leggi costituzionali che dovrebbero accompagnare l’iter di approvazione del disegno di legge, “l’elenco delle 23 materie su cui le Regioni possono chiedere maggiore autonomia”.
Ben venga il confronto “con i soggetti più critici sull’autonomia, per rispondere a tutti i rilievi, purché non vi siano atteggiamenti pregiudizialmente contrari”, ha detto Paolo Tosato (Lega). Da Mario Occhiuto (Fi) l’idea di ascoltare parti sociali ed economiche, mentre il correlatore Costanzo Della Porta (Fdi) ha auspicato collaborazione maggioranza- opposizioni.
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