Castellammare, il «muro della vergogna» divide la spiaggia di Pozzano

Castellammare  – Una recinzione metallica alta circa due metri, rivestita con canne di bambù, impedirebbe ai cittadini di accedere liberamente a una parte della battigia sulla spiaggia di Pozzano, a Castellammare di Stabia. La vicenda è stata portata all’attenzione del deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli attraverso numerose segnalazioni di residenti e bagnanti.

Per verificare la situazione, il parlamentare si è recato sul posto insieme al rappresentante territoriale di Europa Verde Rosario Lotito, constatando quella che definisce una grave occupazione abusiva di un tratto di costa demaniale.

La denuncia: «Un abuso che priva i cittadini del mare»

Secondo quanto riferito da Borrelli, la barriera non solo impedirebbe il passaggio verso una porzione della battigia, ma limiterebbe anche la visuale del mare. La copertura con canne di bambù sarebbe stata motivata dalla proprietà con l’esigenza di attenuare il rumore proveniente dalla vicina spiaggia libera.

Una spiegazione che il deputato respinge con decisione.

«Ci troviamo di fronte a un abuso in piena regola, una violazione intollerabile che non ha alcuna attenuante. La presenza delle canne di bambù è ingiustificabile e rappresenta soltanto un pretesto per rendere più esclusiva e riservata un’area demaniale interdetta in modo abusivo», afferma Borrelli.

«Controlli immediati e ripristino della legalità»

Il parlamentare punta il dito anche contro gli enti preposti alla vigilanza del territorio, sostenendo che una situazione simile non sarebbe dovuta passare inosservata.
«È assurdo che le istituzioni incaricate dei controlli non si siano accorte di nulla e che siano state le continue denunce dei cittadini a rendere necessario un sopralluogo», sottolinea.

Borrelli chiede quindi verifiche tempestive su tutte le autorizzazioni eventualmente rilasciate, l’accertamento di eventuali irregolarità e l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge, con la rimozione della barriera qualora venga confermata l’assenza dei necessari titoli autorizzativi.

Il richiamo al rispetto del demanio

Il deputato conclude ribadendo il principio della libera fruizione delle aree demaniali. «Le spiagge e il mare sono beni comuni. Nessuno può considerarsi proprietario del demanio marittimo o pensare di recintare la costa a proprio piacimento», conclude.

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Pubblicato da
Federica Annunziata

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