I due accusati dell'omicidio del macellaio Lucio Sannino avvenuto nel 2014 a Torre del greco


Fu ucciso per una epurazione interna al clan Vollaro e oggi a 8 anni di distanza si risolve un Cold Case di Camorra.
Stamane infatti, personale della Polizia di Stato della Squadra Mobile e del Commissariato di Portici – Ercolano ha eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di due persone, in quanto gravemente indiziate dei reati di omicidio e di porto e detenzione di due pistole, aggravati dalla finalità di agevolare l’organizzazione di stampo camorristico denominata clan Vollaro, operante in Portici.
In particolare, l’eliminazione della vittima, Sannino Lucio, sarebbe stata deliberata dal clan per condotte delegittimanti il “prestigio criminale” dei Vollaro per ristabilirne il potere egemonico offuscato da condotte infedeli di un intraneo, che si sarebbe impossessato di denaro sottratto alla cassa dell’organizzazione criminale ed avrebbe commesso rapine in assenza dell’autorizzazione del reggente del clan.
L’omicidio di Luciano Sannino avvenne la sera del 5 settembre 2014 a Torre del Greco. La vittima gestiva una macelleria equina a Portici, zona di influenza del clan Vollaro. Il pregiudicato scontato un lungo periodo di detenzione ed aveva rilevato l’esercizio commerciale.
Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.
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