Napoli – Dopo la mancata partecipazione del Comune di Napoli alla convocazione disposta dal Prefetto Michele Di Bari per il 14 settembre, i rappresentanti della categoria taxi tornano a far sentire la propria voce con una lettera indirizzata proprio al rappresentante del Governo sul territorio. Firmato da Comitato Tassisti di Base, SITAN/ATN, UNIMPRESA e FEDERTAXI/CISAL, il documento esprime “profonda preoccupazione” per l’assenza delle figure istituzionali competenti, in particolare gli assessori ai Trasporti e alla Legalità.
Un’assenza “poco rispettosa”
Secondo le sigle, l’assenza del Comune non sarebbe solo un fatto organizzativo, ma un segnale politico: “Un comportamento che, dal nostro punto di vista, appare difficilmente comprensibile e poco rispettoso non soltanto nei confronti della categoria dei tassisti, ma anche nei confronti dell’istituzione prefettizia e del ruolo che essa svolge quale rappresentanza dello Stato sul territorio”. I firmatari parlano di una sensazione ormai consolidata tra i lavoratori: quella di un’Amministrazione comunale che non ritiene prioritario il confronto diretto e costante con il mondo dei taxi.
Caro carburante e costi: la crisi quotidiana
Nel comunicato viene fotografata una situazione economica sempre più pesante. I tassisti denunciano caro carburante, traffico, aumento dei costi di gestione dei veicoli, riduzione della produttività e conseguente difficoltà economica per i lavoratori. Problemi concreti che, secondo le organizzazioni sindacali, rischiano di diventare insostenibili senza interventi immediati.
Regione Campania, attesa senza riscontro
Un altro fronte critico è quello regionale. Le sigle ricordano che il 31 luglio 2026, presso gli uffici del Prefetto, era stata affrontata la questione dell’una tantum a sostegno della categoria per il caro carburante. Da allora, però, “nonostante le interlocuzioni avviate e le richieste formulate, registriamo un preoccupante silenzio istituzionale anche di essa”.
“Non è una questione di numeri”
I rappresentanti dei tassisti respingono ogni lettura basata sulla rappresentatività o sul numero di associati: “Qui si parla di lavoratori e di una categoria che sta affrontando una situazione economica sempre più difficile”. Per questo l’appello al Prefetto è a intervenire affinché “le istituzioni competenti assumano finalmente le proprie responsabilità e forniscano risposte concrete”.
Fatti, non rinvii
Il comunicato si chiude con un avvertimento esplicito: continuare a rinviare le decisioni e limitarsi ad appelli alla cittadinanza significa non prendersi la responsabilità della propria funzione di amministratore e aggravare una condizione già estrema. Il rischio, scrivono, è che numerosi operatori non riescano più a sostenere “tutti gli oneri di tassazioni regionali e comunali connessi alla propria attività e a quella familiare”.
“Chiediamo attenzione, confronto e risposte. La categoria taxi ha bisogno di interlocutori istituzionali presenti e di provvedimenti urgenti concreti, non di ulteriori rinvii e appelli”. È questo l’ultimo passaggio della lettera indirizzata al Prefetto Di Bari, da cui i tassisti attendono ora “un urgente riscontro risolutivo e non più di parole o appelli”.
Situazione attuale dei tassisti a Napoli
Ecco alcuni punti chiave sulla crisi che sta affrontando la categoria dei tassisti a Napoli.
- Caro carburante: I tassisti segnalano un aumento significativo dei costi del carburante, che incide pesantemente sulle loro finanze.
- Assenza del Comune: La mancata partecipazione del Comune alle discussioni con i tassisti è vista come un segnale di disinteresse verso le loro problematiche.
- Difficoltà economiche: I lavoratori denunciano una crisi economica crescente, con riduzione della produttività e aumento dei costi di gestione.
- Richiesta di intervento: Le sigle sindacali chiedono un intervento immediato da parte delle istituzioni per affrontare la situazione critica.
- Silenzio istituzionale: Nonostante le richieste di sostegno, i tassisti lamentano un preoccupante silenzio da parte delle autorità competenti.



