Il mito torna materia: successo per Domenico Sepe a Villa Doria d’Angri

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Inaugurazione con pubblico numeroso della mostra personale «Mito, Forma, Rivelazione» di Domenico Sepe, allestita negli spazi monumentali di Villa Doria d’Angri, sede dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope. Curata da Ferdinando Sorrentino, l’esposizione trasforma una delle architetture storiche più importanti di Napoli in un luogo di confronto tra memoria dell’antico e inquietudini della contemporaneità.

Le opere in bronzo e alluminio diventano strumenti di una ricerca che privilegia la materia come via per pensare il presente: la forma diventa simbolo, interrogazione e racconto. La scelta di Villa Doria d’Angri come cornice è parte sostanziale del progetto, con le sculture che instaurano un dialogo con l’architettura attraverso luce, proporzioni e materia.

All’inaugurazione sono intervenuti tra gli altri Maria Luisa Iavarone, presidente di ARTUR, e il professor Umberto Franzese, che ha portato una riflessione su «La bellezza del Bello» e sul ruolo della bellezza nell’arte contemporanea. Il percorso espositivo comprende sculture in bronzo e alluminio, stampe fotografiche delle opere e installazioni site-specific pensate per gli spazi della Villa.

Nei prossimi appuntamenti saranno protagonisti gli studenti dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope con incontri dedicati alla scultura contemporanea, ai materiali e ai processi creativi, oltre a visite guidate curate dall’artista e dal curatore e momenti di dialogo con la comunità culturale e accademica. La mostra è promossa dall’Università degli Studi di Napoli Parthenope e sostenuta da Associazione Culturale Non Me Ne Vado, Biennale Napoli, Dama Daphne Museum Art, Sud Avicola e ARTUR.

Le opere di Domenico Sepe invitano a un pensiero che va oltre la materia, ricordando che la scultura può indicare ciò che resta da comprendere.

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