Pizzo per il clan Amato Pagano tra Giugliano e Mugnano: in cella i due esattori

“Dite a ‘o mast di passare dagli amici di Mugnano, altrimenti domani non lavorate”, un ordine quello di Angelo Ceparano, 31enne di Giugliano che il dipendente di una ditta di manutenzione della rete fognaria non poteva ignorare. E compreso di aver a che fare con un’intimidazione camorristica ha allertato il suo datore di lavoro che ha denunciato l’episodio.

Dopo una prima richiesta, andata a vuoto, il 31enne era tornato sul cantiere di Giugliano in Campania e questa volta a monitorare la presenza c’erano anche i poliziotti del commissariato di Giugliano.

Al clan Amato-Pagano il pagamento del pizzo sulla manutenzione delle fogne a Giugliano in Campania

Angelo Ceparano, infatti, scoperto che il suo ‘invito’ a presentarsi dagli ‘amici di Mugnano’ era caduto nel vuotoera ritornato sul cantiere, il 26 agosto 2026 due giorni dopo la prima richiesta, e questa volta la minaccia era stata più pesante: “Ma ieri non è passato nessuno a Mugnano? Se non passano io vi sparo”. A quel punto i poliziotti lo avevano ammanettato con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso e trasferito in carcere a Secondigliano.

Ma le indagini della Dda di Napoli hanno permesso di accertare che la ditta vittima di estorsione non era la sola ad essere sotto ‘attacco’ dalla camorra. Nell’area in cui vige la legge criminale del clan Amato-Pagano, tra Mugnano, Marano e Giugliano, altri imprenditori erano taglieggiati dai ‘galoppini’ del gruppo malavitoso.

L’estorsione di Ceparano e Balido ai danni del titolare di un autolavaggio a Mugnano

A Ceparano, raggiunto oggi da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip Fabrizia Fiore del Tribunale di Napoli, notificata nel carcere di Secondigliano, viene contestata un’altra estorsione ai danni del titolare di un autolavaggio di Mugnano.

L’uomo costretto a pagare il pizzo agli ‘amici’ di Mugnano, aveva denunciato di essere vittima del gruppo criminale il 28 luglio di quest’anno. La denuncia affidata ai carabinieri di Marano di Napoli ha permesso di identificare Angelo Ceparano e il suo complice, Rosario Balido, alias Zio Rosario, 71 anni di San Marcellino, arrestato oggi dai carabinieri della sezione operativa della compagnia di Marano di Napoli su richiesta della Dda di Napoli.

La vittima, costretto a pagare il pizzo dal 2021, a luglio scorso era stato pesantemente minacciato. L’iniziale pretesa estorsiva era di 5mila euro annui, poi scesa a 2500.

Il piccolo imprenditore riesce anche a strappare una dilazione a rate del pagamento, in tranche da 700 euro versate a Angelo Ceparano o a Rosario Balido che di volta in volta si presentavano presso l’attività commerciale a nome dei ‘cumpagn di Mugnano’. A novembre dello scorso anno, per intimidire la vittima, Angelo Ceparano e Rosario Balido avevano apposto un lucchetto al cancello dell’autolavaggio. A luglio, l’imprenditore – impossibilitato a versare la rata di 700 euro – voleva consegnare la somma di 500 euro ma l’esattore Angelo Ceparano era stato irremovibile. “No mi devi dare 700 euro o domani non ti faccio aprire’ e poi il ‘compromesso’ ‘Dammi 500 euro e domani me ne dai 800’.

La denuncia della vittima e le indagini dei carabinieri, effettuate anche grazie ai sistemi di videosorveglianza della zona, ha permesso di identificare Ceparano e Balido, che si erano presentati rispettivamente come Angelo e ‘zio Rosario’.

Gli indagati, secondo gli inquirenti, si qualificavano come appartenenti al clan “Amato-Pagano”, organizzazioni mafiosa operante nell’area a nord di Napoli. Stamane Ceparano e Balido sono stati arrestati per estorsione aggravata dal metodo mafioso.

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Pubblicato da
Rosaria Federico

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