Antonio Cuozzo Nasti, il latitante di camorra arrestato dai carabinieri si era fatto assumere in un hotel a 5 stelle di Saint-Raphael, nei pressi di Cannes.
Aveva cambiato nome in Nunzio Palumbo e si era fatto apprezzare per le sue qualita’ in cucina, diventando cuoco della struttura alberghiera. Sono sette le condanne per le quali era ricercato dal 2014.
Il piatto d’autore era il polpo alla luciana, antica ricetta napoletana cara agli ‘scafisti’ che negli anni ’70 recuperavano per il mercato illegale le sigarette di contrabbando gettate in mare al largo da chi le trasportava su grandi navi e chiamato cosi’ perche’ nato, si dice, nel borgo di Napoli di Santa Lucia.
Del resto, il ristorante ‘Alberto’, nel vecchio porto di Saint Raphael, in costa azzurra, annesso all’hotel omonimo, era un indirizzo sicuro per i gourmand che volevano cucina italiana “semplice, generosa e gustosa, come recita un articolo entusiasta in cui lo mostra sorridente accanto alla brigata di sala e al direttore.
Antonio Cuozzo Nasti, che a giorni compie 56 anni, da latitante si era rifatto una vita. Ora, rintracciato nell’abitazione in cui viveva da solo in Francia, deve scontare un periodo in carcere per un cumulo pena da condanne passate in giudicato, 4 anni e 7 mesi circa, considerando l’indulto ex legge 241/06.
Era libero, quando nel 2018 l’Ufficio esecuzione della procura di Napoli ne domandava l’arresto. Nel 2014 era stato arrestato perche’, nonostante fosse ai domiciliari in una comunita’ a Giugliano continuava a spacciare droga.
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