Scuola, i presidi: “Non cattiva idea 2/3 settimane di Dad”. Lo ha detto il presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp) Antonello Giannelli
“Noi da sempre siamo per la scuola in presenza. Se però si vuole mettere in atto un piano effettivo con degli obiettivi da raggiungere allora non sarebbe una cattiva idea prendersi due/tre settimane di dad e pero’ raggiungere gli obiettivi. Al primo posto va messo l’aumento della percentuale di alunni vaccinati”. Lo ha detto il presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp) Antonello Giannelli su La7 a “L’aria che tira”
L’attuale proposta delle Regioni sulle quarantene sarebbe troppo complicato da gestire nelle scuole italiane? “Secondo me si”. E quanto risposto dal presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp) Antonello Giannelli .
“Le quarantene – ha aggiunto – vengono disposte dalle Asl, non dobbiamo pensare soltanto alle scuole, che finora hanno fatto tutto il loro dovere ed hanno garantito la massima sicurezza possibile, bisogna fare in modo che anche le Asl siano in grado di fare tutto quello che devono fare”.
“La scuola non deve essere vista – ha proseguito Giannelli – come un sistema a cui affidare i bambini altrimenti i genitori non possono lavorare. Capisco che ci sia anche questa variabile però dobbiamo dirlo molto chiaramente. Per esempio sopprimere alcune materie importanti come la musica o l’educazione fisica che serve ai nostri bambini per evitare che siano sedentari e tutti sappiamo che con la pandemia il problema della sedentarietà è aumentato. La musica è una di quelle discipline che hanno un maggior contenuto in termini di emotività e di affettività, quindi non possiamo privarne i nostri bambini, a meno che – ha concluso – non pensiamo che sia un servizio di badanza”.
Roma - Maturità 2026, sparisce la tesina, solo quattro le materie orali: la prima prova il 18 giugno. Il ministero ha pubblicato stamane le materie per la seconda prova scritta e le 4 orali previste per ogni indirizzo di studio. Il ministro dell'Istruzione e del merito Giuseppe Valditara commenta: “Un Esame che valorizza autonomia, merito…
Napoli – Entrare in classe con un coltello in tasca non è più l'eccezione di un contesto degradato, ma una preoccupante consuetudine che sta scivolando verso la moda generazionale. Da Caivano ai Colli Aminei, il fenomeno delle armi bianche tra i banchi sta spingendo le istituzioni napoletane a una risposta senza precedenti, sospesa tra il…
Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.
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