Green Pass allargato

Maggioranza divisa ma le regioni premono sul Green pass allargato. La decisione la prossima settimana

Si fa strada l’ipotesi di un Green pass allargato, indispensabile per assistere ad eventi sportivi o culturali, ma anche per viaggiare e – al momento meno probabile – per entrare in bar e ristoranti sul modello francese.

Il tema del green pass allargato, che al momento divide la maggioranza Draghi, sara’ affrontato nei prossimi giorni, con una cabina di regia che potrebbe essere convocata dallo stesso premier a inizio settimana. Quello che divide i partiti di maggioranza, si intreccia con quello dei parametri per assegnare i colori alle Regioni, ora che i contagi in rapida risalita da variante Delta fanno di nuovo parlare di giallo per alcuni territori. Il governo sembra intenzionato ad affrontare le questioni in modo organico, secondo quanto trapela, con una visione pragmatica della situazione, sulla base dei dati reali del contagio.

Green pass allagarto -La posizione delle regioni

Sui parametri le Regioni sembrano compatte e il presidente della Conferenza dei governatori Massimiliano Fedriga chiede di valutare i ricoveri – che non stanno salendo – e non i contagi, trascinati invece dalla Delta (oggi oltre 2 mila, il doppio di una settimana fa). Sul green pass allargato invece Lazio, Campania, Emilia Romagna e Liguria, tra le altre, sono favorevoli, Lombardia e Veneto contrarie. “Decidiamo insieme come utilizzare al meglio il green pass”, dice Fedriga, ricordando che ora si ottiene anche se guariti o con un tampone negativo.

 Green pass allargato – 34 milioni di italiani ne hanno diritto

Al momento, secondo calcoli di Sky Tg24 su dati del ministero della Salute, avrebbero diritto al green pass all’italiana (15 giorni dopo la prima dose di vaccino) 34 milioni di persone, mentre 24,5 non ne avrebbero. Nella versione europea (15 giorni da vaccinazione completa) gli aventi diritto ad oggi scenderebbero a 19,5 milioni e i non aventi diritto salirebbero a 40 milioni. Il ministro Speranza e’ soddisfatto per i 28,4 milioni di green card gia’ scaricate e giudica “un dato robusto” che l’85% del personale della scuola abbia ricevuto almeno una dose.

Green pass allagarto

 

 

green pass allargatoIl problema e’ che in questo settore, in vista della riapertura a settembre, si oscilla tra la vaccinazione completata in Friuli Venezia Giulia e il 43% di docenti e ausiliari ancora non immunizzati in Sicilia (nell’isola ci sono anche 400 mila over 60 da vaccinare e la media attuale e’ di 2 mila al giorno).

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Il fenomeno macroscopico dell’ultimo periodo e’ che, a fronte di mezzo milione di inoculazioni giornaliere, si fanno nella stragrande maggioranza seconde dosi e sono pochissimi i nuovi vaccinati (ieri 469 mila richiami e 86 mila prime dosi).

L’intenzione non e’ certo quella di richiudere tutto, con Matteo Salvini, contrario al modello francese, che dopo aver incontrato il premier ha spiegato: “Le scelte estreme non piacciono ne’ a me ne’ a Draghi. Noi non siamo per gli estremismi”. E una cabina di regia con il premier potrebbe tenersi a inizio della prossima settimana, forse gia’ lunedi’, anche alla luce dei dati del monitoraggio di venerdi’, che potrebbero portare ad una prima verifica, e delle possibili ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza.

Green pass allagarto -La decisione del Governo

Le nuove misure potrebbero entrare in vigore gia’ a meta’ della prossima settimana. Non escludendo la proroga dello stato di emergenza sanitaria che scade il 31 luglio. Qualche indizio sulle intenzioni dell’esecutivo lo da’ il ministro degli Affari regionali e delle Autonomie Mariastella Gelmini. “La variante Delta ci preoccupa e quindi credo che si debba trovare una via italiana all’utilizzo ampio del green pass – dice -. Non inseguiamo modelli stranieri ma certamente il governo valutera’ di estendere l’utilizzo ad altri servizi nella logica di incentivare le vaccinazioni”.

Green pass allagarto -I dubbi del Garante della Privacy

Ma per estendere l’applicazione del Green pass ad altri ambiti rispetto a quelli previsti dal regolamento europeo serve una norma di legge: e’ questa la posizione che il Garante per la Privacy ha gia’ espresso in passato, nel parere sul dpcm di attuazione della piattaforma per il rilascio della certificazione e in audizione in Parlamento. Altro punto sul quale il presidente dell’Autorita’, Pasquale Stazione, ha richiamato l’attenzione e’ la titolarita’ del controllo, che spetta ai pubblici ufficiali.

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Di La Redazione

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