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, in 19 regioni: -7 per mille al . Eccezion fatta per il Trentino-Alto Adige, dove si registra una variazione annuale della popolazione pari a +0,4 per mille

Con l’eccezione del Trentino-Alto Adige, dove si registra una variazione annuale della popolazione pari a +0,4 per mille, tutte le regioni italiane sono interessate da un .

Come si legge nel report dell’Istat sugli indicatori demografici del 2020, il fenomeno colpisce maggiormente il Mezzogiorno (-7 per mille) rispetto al Centro (-6,4) e al Nord (-6,1). Molise (-13,2) e Basilicata (-10,3) sono le regioni piu’ colpite; tra quelle del Nord spiccano Piemonte (-8,8), Valle d’Aosta (-9,1) e soprattutto Liguria (-9,9).

Scendendo di un livello nell’analisi territoriale, la provincia di Isernia è quella che evidenzia la situazione maggiormente critica, per via di un tasso di variazione che in un anno le sottrae circa l’1,5% della popolazione. Sono comunque numerose, e concentrate nel Nord-ovest, le province che nel 2020 perdono almeno l’1% della popolazione.

In particolare, le province di Vercelli, Asti, Alessandria e Biella in Piemonte; le province di Savona e Genova in Liguria, quelle di Pavia e Cremona in Lombardia. Nel Centro del Paese soltanto la provincia di Macerata si trova nelle medesime condizioni mentre nel , oltre alla citata Isernia, figurano anche le province di Benevento, Avellino, Campobasso, Potenza e Crotone. Nelle Isole, infine, il interessa le province di Caltanissetta, Enna, Nuoro e Oristano.

La provincia di Bolzano (+2 per mille), al contrario, è l’unica a vantare un saldo demografico positivo.

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