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Cronaca

La Procura di Napoli indaga sui posti letto covid in città e sui dati

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La Procura di Napoli indaga sui posti letto covid


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La Procura di Napoli indaga sui posti letto covid in città e sui dati forniti dall’Unità di Crisi della regione Campania al ministero della Salute.

 

Dati che secondo le opposizioni politiche sarebbero falsi ma anche secondo lo stesso sindaco di Napoli, Luigi de Magistris che invoca la zona rossa. Per questo motivo i pm Mariella Di Mauro e Simone De Roxas, come riportano stamane organi di stampa, vogliono vederci chiaro. L’unità di crisi regionale ha spiegato “Nessuna finzione, attiviamo posti a seconda delle
necessità”.

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Video messaggio di de Magistris:  ‘A Napoli la situazione è molto grave’ 

Ma ieri il ministro della Salute, Roberto Speranza intervistato a ‘Mezz’ora in più’ su Rai3. E il percorso è “condiviso” con le Regioni, assicura. E sull’ipotesi che alcune Regioni abbiano fornito dati falsati, risponde: “Sarebbe un reato grave. Il modello dei 21 parametri che definiscono i fattori di rischio incrociati con l’Rt e’ un modello che esiste da 24 settimane. In questo tempo non c’e’ stata una Regione che ci ha detto che questo modello non andava bene. Ora questi parametri non servono solo per dire come stanno le cose, ma anche per sottolineare che se si superano questi parametri scattano delle misure che servono per aiutare le regioni”, ha concluso Speranza.

La Procura di Napoli vuole fare chiarezza su un contrasto evidente e quotidiano: da un lato la capienza dichiarata, nei bollettini giornalieri dell’Unità di Crisi della Regione Campania ma anche dalle stesse comunicazioni social del governatore De Luca, di posti letto negli ospedali regionali, dall’altro quelle file all’esterno delle principali strutture sanitarie campane.

 

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Caserta e Provincia

Fatture false per 8 milioni, sequestro beni in provincia di Caserta

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fatture false caserta
foto da google

Un “vorticoso giro di fatture false” per un ammontare di oltre otto milioni di euro che avrebbe permesso a diverse societa’ operanti nel settore della produzione e del commercio di calzature e prodotti in pelle di evadere il Fisco per quasi 2,5 milioni.

E’ l’accusa a carico di titolari e rappresentanti di due societa’ e tre ditte individuali del Casertano, cui i finanzieri della Compagnia di Aversa hanno sequestrato beni e disponibilita’ finanziarie per quasi 500mila euro. Il sequestro e’ stato disposto dal Gip del Tribunale di Napoli Nord su richiesta della Procura (Procuratore Francesco Greco, Aggiunto Domenico Airoma).

Gli indagati rispondono dei reati di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti, emissione di fatture per operazioni inesistenti e omessa dichiarazione. Dalle indagini e’ emerso l’utilizzo “sistematico” da parte degli imprenditori indagati di “societa’ cartiere”, ovvero esistenti solo su carta ma di fatto non operative, che emettevano fatture all’indirizzo delle societa’ coinvolte nella frode, per servizi e prestazioni che quest’ultime pero’ non avevano mai reso. In tal modo gli indagati simulavano costi mai sostenuti riuscendo a sottrarre a tassazione ingenti quote di reddito.

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