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Cronaca Napoli

Napoli, l’arcivescovo Sepe: “Il mancato rispetto regole rende deboli”

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Una lettera prima di tutto ai fedeli di Arzano, comune alle porte di Napoli dove i commissario straordinari hanno imposto un mini lockdown ai commercianti che ha generato anche proteste in strada, per ricordare che di fronte a una che “sta peggiorando”, “si e’ fortemente ridotto, se non annullato, il rispetto delle regole”.

Il cardinale arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, mette nero su bianco, in una missiva che domenica sara’ letta in tutte le parrocchie, che “dobbiamo essere tutti piu’ responsabili e attenti, ma non dobbiamo avvilirci e arrenderci”. “La sinergia e il dialogo rendono concreta ogni possibile speranza di cambiamento per vedere affermati diritti e doveri”, ricorda il presule, e “bisogna non perdere la speranza e adoperarsi per realizzare il bene comune”.

“Siamo tutti piu’ preparati rispetto a prima ma la situazione epidemiologica sta peggiorando – dice Sepe – ci sentiamo piu’ esposti e indifesi, ma forse e’ calato anche il livello di responsabilita’ e di saggezza gia’ dimostrato. Dobbiamo riconoscere che, per tante ragioni e in molti strati della comunita’, e’ calata la tensione psicologica e si e’ fortemente ridotto, se non annullato, il rispetto delle regole. Questo ci rende piu’ deboli e rende piu’ precari la sicurezza generale, il bene comune e l’economia, mettendo in difficolta’ chi deve assumere opportune decisioni e misure necessarie. Il rischio e’ grande. Si possono avere scelte non adeguate, si possono commettere errori comportamentali, si sospendono attivita’ produttive con perdita di posti di lavoro, si finisce in uno stato di crisi economica e di poverta’ diffusa”.

Un appello della Chiesa alla comunita’ e alle istituzioni “perche’ prevalgano gli interessi dei singoli e di tutti, attraverso l’ascolto e il confronto. Sono sul tavolo della riflessione, delle decisioni e dei comportamenti la salute di tutti, il lavoro e la tenuta delle famiglie e delle persone”.

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Cronaca

Informativa della Procura sulla guerriglia di Napoli: decine di identificati

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Informativa della Procura sulla guerriglia di Napoli: decine di identificati. Al setaccio immagini, volti e targhe. Inquirenti al lavoro.

 

Sono al lavoro per identificare chi si e’ reso protagonista degli scontri di venerdi’ sera a Napoli, gli investigatori della Squadra Mobile e della Digos della Questura, mentre le prime informative sono gia’ sulla scrivania del procuratore Giovanni Melillo, che ha voluto coordinare di persona l’attivita’ investigativa. Al momento gli inquirenti ipotizzano i reati di devastazione, danneggiamento, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Prosegue, intanto, l’analisi delle immagini ricavate dai sistemi di videosorveglianza, per estrapolare volti e targhe ma si sta passando al setaccio anche web e chat. Si ritiene che a determinare gli scontri contro le forze dell’ordine sia stata una miscela eterogenea composta da componenti della criminalita’, da frange estreme della tifoseria e da gruppi antagonisti.

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Com’e’ noto la genesi del corteo di venerdi’ risiede nella volonta’ dei commercianti del centro di manifestare il proprio dissenso pacificamente ma, man mano che si ci avvicinava a Palazzo Santa Lucia il “serpentone” si e’ via via ingrossato con l’innesto di personaggi – e’ emerso – che nulla hanno a che fare con il commercio legale. Oltre un centinaio di scooter, inoltre, ha ostacolato l’azione delle forze dell’ordine, circostanza questa che fa ritenere che il tutto sia stato orchestrato proprio per rendere piu’ efficace l’aggressione ai danni delle forze dell’ordine.

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